Festa del Cinema di Roma 2015 – Giorno 8

Ho cominciato il mio ultimo giorno alla Festa del Cinema di Roma 2015 con la visione di The Propaganda Game, documentario di Alvaro Longoria sulla Corea del Nord e sulla dittatura di Kim Jong-un. Il film ha il grande merito di mostrare le contraddizioni e le atrocità che avvengono in questa nazione con grande equilibrio, lasciando spesso la parola anche ai sostenitori del regime. L’inquietante quadro che viene dipinto è quello di una nazione con gravi problemi e forti limitazioni alla libertà personale, che però buona parte della popolazione accetta in nome della fedeltà al proprio leader. Opera consigliata a chiunque per avere le idee più chiare su una delle più severe dittature contemporanee.

The propaganda game

Ho proseguito la giornata con Alaska di Claudio Cupellini, film che ho apprezzato nonostante alcuni vistosi difetti, come la forzatura di alcuni eventi che capitano ai protagonisti e il finale affrettato e inconcludente. Ottime le prove dei protagonisti Àstrid Bergès-Frisbey (che alcuni ricorderanno nel ruolo di Serena in Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare), Valerio Binasco e Elena Radonicich e soprattutto di Elio Germano, che regala il ritratto di un uomo disposto a tutto solo per amore, davanti al quale è difficile rimanere indifferenti. Ecco alcune foto dal red carpet del film.

Elio Germano Elio Germano 2 Elio Germano 5 Elio Germano 4 Elio Germano 3 Elio Germano 6

Elena Radonicich 2 Elena Radonicich Elena Radonicich 3 Elena Radonicich 4 Elena Radonicich 5 Elena Radonicich 6 Elena Radonicich 7

Alaska Alaska 2

Successivamente è stato il turno di Full Contact di David Verbeek, che, per quanto mi riguarda, ha superato sul filo di lana Little Bird come peggiore film della Festa. Lo spunto iniziale di un pilota di droni alle prese con i propri sensi di colpa per le persone che ha ucciso con le sue azioni viene vanificato uno svolgimento onirico e surreale, che non riesce mai a intrigare e incuriosire lo spettatore, finendo invece per annoiarlo a morte. La pellicola parte come una puntata di Homeland, per poi diventare una versione patinata di Cast Away e arrivare a una parte finale in cui emerge il pugilato, che ha lo scopo di sottolineare il bisogno di fisicità del protagonista per riprendere contatto con la realtà. Davvero troppo poco per una pellicola con pretese autoriali ma dallo svolgimento sfibrante anche per i più volenterosi.

Full contact

Leggermente meglio mi è andata con Amama – When a Tree Falls di Asier Altuna, film che rispetto al precedente ha il pregio di una maggiore onestà intellettuale nel rappresentare la progressiva perdita delle radici del mondo moderno e il confronto fra diverse generazioni, ma che finisce per perdersi anch’esso nel finale in sequenze surreali che stonano con l’insistito rigore della prima parte della pellicola. Opera dai ritmi compassati e non adatta a tutti, ma a cui si può dare una chance.

Amama - When a Tree Falls

Ho concluso la giornata e la mia Festa con la proiezione di Experimenter di Michael Almereyda, basato sulla storia vera di Stanley Milgram, autore di una serie di esperimenti sul condizionamento psicologico dagli interessanti esiti. Le sperimentazioni consistevano nel fare interagire due persone, rispettivamente “l’insegnante” e l’allievo”, attraverso domande poste dal primo al secondo. Quando l’interrogato dava una risposta sbagliata, l’insegnante veniva spinto da uno degli organizzatori dell’esperimento a punire il suo socio con scariche elettriche progressive, che generavano un dolore sempre maggiore nella vittima. La particolarità dell’esperimento stava nel fatto che in realtà nessuna scossa veniva inflitta e le urla di dolore erano preregistrate: l’intera messinscena era creata ad arte per verificare quanto l’insegnante (il vero oggetto dell’esperimento) fosse incline a farsi prendere la mano dal potere. Soggetto potenzialmente esplosivo, sciupato da uno svolgimento oltremodo pedante e noioso, affidato a continue spiegazioni da parte del protagonista, enunciate direttamente in camera. Scelta narrativa pessima, che penalizza notevolmente la forza e il ritmo della pellicola.

 

2 pensieri su “Festa del Cinema di Roma 2015 – Giorno 8

    • Game Therapy faccio fatica a considerarlo un film, lo tengo fuori classifica 🙂
      Fra quelli che hanno le sembianze di un film direi
      1)Full Contact
      2)Little Bird
      3)Ville-Marie
      Fra i belli:
      1)Carol
      2)Nessuno
      3)Nessuno
      4)Lo chiamavano Jeeg Robot
      5)Land of Mine

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