Carol (2015)

Carol - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originaleCarol
Paese di Produzione: Regno Unito, USA
Anno di uscita: 2015
Durata: 118′
Regia: Todd Haynes
Sceneggiatura: Phyllis Nagy
Musiche: Carter Burwell
Interpreti: Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Sarah Paulson, John Magaro, Jake Lacy, Cory Michael Smith, Carrie Brownstein, Kk Heim, Giedre Bond, Bella Garcia
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Carol è una storia d’amore. Ed è sempre il momento giusto per le storie d’amore.”
Phyllis Nagy, sceneggiatore di Carol

Accolto dagli applausi scroscianti di critica e pubblico a Cannes, Carol si propone come uno dei protagonisti della awards season 2016, portando su schermo la storia delicata e tormentata di due donne che nella New York ipocrita e bigotta degli anni ’50 hanno la grave colpa di amarsi. Il regista è Todd Haynes, che aveva già affrontato la tematica dell’omosessualità nel suo precedente lavoro Lontano dal paradiso, mentre le due interpreti principali sono una sorprendente Rooney Mara, premiata proprio a Cannes per la migliore interpretazione femminile, e un’immensa Cate Blanchett, per la cui bravura ormai non ci sono più premi a sufficienza.
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Il film è per la sua quasi totalità un lungo flashback sulla storia di due bellissime donne che inizialmente vediamo sedute al tavolino di un bar: la giovane commessa di un grande magazzino Therese Belivet (Rooney Mara) e la benestante signora Carol Aird (Cate Blanchett), in procinto di separarsi dal marito (Kyle Chandler). Le due si conoscono in una gelida New York dei primi anni ’50 durante le festività natalizie, che spingono Carol ad andare alla ricerca di un regalo per la figlia proprio nel negozio in cui lavora Therese. Fra le protagoniste nasce un’immediata complicità, che le porta a cercarsi e vedersi con frequenza sempre maggiore, sfidando i pregiudizi e la rigida morale dell’epoca.

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Dopo lo splendido La Vie d’Adele, trionfatore proprio a Cannes appena due anni fa, un altro amore tormentato fra due donne scuote il panorama cinematografico internazionale. Il film di Abdellatif Kechiche presentava l’amore saffico nella sua forma più carnale, indugiando a più riprese sull’ardore delle due ragazze protagoniste, mostrando una passione che finiva per travolgere e consumare il loro amore. L’approccio di Todd Haynes è diametralmente opposto: anche se fin dalla prima inquadratura è chiaro che è scattata una scintilla fra le protagoniste, le due si fiutano, si osservano, si studiano, reprimono i propri istinti e solo dopo una lunga attesa si lasciano andare e consumano il loro amore, peraltro in una scena di rara dolcezza e fondamentale per gli sviluppi della pellicola. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza le sublimi interpretazioni delle due protagoniste. Cate Blanchett e Rooney Mara si sfidano in bravura per tutto il film, portando su schermo il ritratto di due donne diverse per carattere, età ed estrazione sociale, ma ugualmente attratte magneticamente l’una dall’altra. Con due interpreti così, Todd Haynes si può permettere di evitare frasi a effetto e parole sdolcinate, lasciando che a descrivere il sentimento fra le due protagoniste siano i loro sguardi, i loro gesti e i piccoli cambiamenti delle espressioni facciali, che raccontano più di un intero scaffale di romanzi rosa. La Therese di Rooney Mara è una timida e impacciata commessa, la cui ingenuità traspare dai suoi occhioni da cerbiatto e dal portamento aggraziato, che ricorda quello della giovane Audrey Hepburn. La Carol di una superba Cate Blanchett è invece una signora sicura dei propri mezzi, una femme fatale che conduce il gioco della seduzione con esperienza e sensualità. Le due insieme diventano una miscela esplosiva che infiamma il cuore e l’anima dello spettatore.

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La conformista e puritana New York degli anni ’50, fotografata splendidamente da Edward Lachman (già fra i favoriti all’Oscar per la categoria) durante le festività natalizie, non può accettare un rapporto del genere, e ben presto per Carol arrivano i guai, sotto forma di allontanamento dal proprio figlio per la sua presunta instabilità mentale. Ed è qui che la pellicola passa dall’essere una toccante e coinvolgente storia d’amore a qualcosa di ancora più grande, che parla di lotta contro i pregiudizi e di quanto si è disposti a rischiare per i propri sentimenti. Completano l’opera la già citata fotografia di Edward Lachman, una vera e propria serie di quadri in movimento dallo stupefacente impatto visivo, una colonna sonora che accompagna perfettamente la parabola delle emozioni delle protagoniste, discreta nei momenti d’attesa e dirompente durante le esplosioni di passione, e un finale tutto da gustare, che è già nella storia come uno dei momenti più emozionanti del cinema contemporaneo.

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Il film investe lo spettatore con un uragano di emozioni che trae la propria forza dai silenzi e dai piccoli gesti, incantandolo con un racconto di raro tatto e sensibilità che rifiuta tutte le etichette: parole come omosessualità e lesbismo avrebbero immiserito la storia di quelle che sono solo due persone che vogliono amarsi. Dagli anni ’50 le cose sono cambiate e si sono fatti notevoli passi avanti nella morale comune, ma ancora oggi troppe persone sono costrette a nascondere i propri sentimenti per paura di essere socialmente escluse. Mi piace pensare che la spinta per migliorare ulteriormente le cose possa arrivare anche dal cinema e in particolare da capolavori come questo.

Carol uscirà nei cinema italiani il 5 gennaio 2016: fatevi un favore e correte a vederlo. Vi scalderà il cuore come poche pellicole oggi sanno fare.