The Phantom Menace – La minaccia fantasma (1999)

La minaccia fantasma - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Star Wars: Episode I – The Phantom Menace
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 1999
Durata: 136′
Regia: George Lucas
Sceneggiatura: George Lucas
Musiche: John Williams
Interpreti: Jake Lloyd, Natalie Portman, Ewan McGregor, Liam Neeson, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel L. Jackson, Oliver Ford Davies, Terence Stamp, Hugh Quarshie, Ahmed Best, Frank Oz, Kenny Baker
Star Wars: Episode I - The Phantom Menace (1999) on IMDb
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«Tu sei un angelo?»
«Cosa?»
«Un angelo. Ho sentito i piloti dello spazio profondo parlare di loro: sono le creature più belle dell’universo. Vivono sulle lune di Iego, credo.»
«Sei uno strano bambino. Come sai tutte queste cose?»
«Ascolto i mercanti e i piloti stellari che capitano quaggiù. Anch’io sono un pilota, sai, e un giorno o l’altro me ne volerò via da questo posto.»

Da quando è nato Nuovo Cinema Lebowski, mi sono trovato davanti ai sentimenti più disparati nello scrivere una recensione: esaltazione, divertimento (soprattutto per i filmbrutti), timore reverenziale, delusione, rabbia. Prima d’ora però, mai mi era capitato di scrivere di un film con un tale e nitido dispiacere. È doloroso dirlo, ma La minaccia fantasma è prima di tutto una pugnalata al cuore di tutti i fan della saga più amata della storia del cinema, un vero e proprio tradimento verso coloro che hanno contribuito ad alimentare negli anni la leggenda di Star Wars.

Un po’ come sta succedendo in questo momento per Star Wars: The Force Awakens, l’attenzione e l’attesa erano alle stelle per questo film, che rompeva un periodo di 16 anni di silenzio dopo Il ritorno dello Jedi: code chilometriche per i principali cinema americani, spettatori che compravano biglietti per altri film solo per visionarne il trailer, discussioni accese su cosa si sarebbe visto nella pellicola. Un evento più unico che raro nella storia del cinema, che aveva monopolizzato l’interesse dei fan, rimasti invece delusi da una pellicola mediocre, noiosa, realizzata con una computer grafica posticcia e invasiva e fiaccata ulteriormente da un personaggio male caratterizzato e a tratti fastidioso: il tristemente celebre Jar Jar Binks.
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“La capacità di parlare non fa di te un essere intelligente. Ora vedi di filare.”

La Repubblica Galattica ha imposto una tassazione su alcune rotte commerciali, ottenendo in risposta dalla Federazione dei Mercanti il blocco navale del pianeta Naboo. Il Cancelliere Finis Valorum (Terence Stamp) invia sul posto il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e il suo padawan Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) per cercare di ricomporre la situazione, ma i due si trovano di fronte a un’imboscata organizzata dal Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious (Ian McDiarmid). Dopo avere sconfitto gli scagnozzi di Sidious, i Jedi partono alla volta di Coruscant insieme alla regina di Naboo Padmè Amidala (Natalie Portman) e a Jar Jar Binks, un gungan da loro salvato da morte certa. Durante il viaggio, l’improvvisato gruppo viene però attaccato e costretto a fermarsi su Tatooine per riparare la nave. Qui fanno la conoscenza di Anakin Skywalker (Jake Lloyd), un bambino in cui la Forza scorre possente e che in futuro cambierà la storia della Galassia col nome di Darth Vader.

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«Non c’è dubbio, il misterioso guerriero era un Sith.»
«Sempre due ci sono. Né più né meno. Un Maestro, e un Apprendista.»

Inutile girarci intorno: La minaccia fantasma è un episodio insoddisfacente sotto tutti i punti di vista, che forse sarebbe stato (a fatica) digeribile come capitolo di transizione, ma non come film di lancio di una nuova trilogia, atteso per 16 anni. Visto l’hype con cui tutto il mondo lo aspettava, non stupisce il clamoroso successo commerciale (più di un miliardo di dollari di incasso), che non salva comunque questo Episodio I dall’essere una delle più grandi debacle della storia del cinema. I motivi sono molteplici, primo su tutti Jar Jar Binks. Ad anni di distanza mi è ancora impossibile capire che cosa sia passato nella testa di George Lucas quando ha creato questo personaggio. Inutile ai fini della narrazione, goffo, sempre fuori luogo, con un modo di parlare che lo rende pressoché incomprensibile (sia in lingua originale che nel doppiaggio italiano) e in grado di rovinare con la sua sola presenza anche i pochi momenti degni di nota del film. Forse c’era la volontà di fare immedesimare i bambini nella nuova saga (come se non bastasse già un Anakin bambino), ma credo che un tale abominio sia indigeribile a qualsiasi età.

A discapito dell’ingente cifra spesa realizzarla, si può parlare di fallimento anche per quanto riguarda la computer grafica: eravamo nel 1999, ma si poteva fare sicuramente di più per quanto riguarda il realismo. A tratti sembra di ritrovarsi in mezzo a un videogioco di pessima fattura, con fondali posticci e creature in CGI disposte su schermo con un copia-incolla. Una gestione inaccettabile per chi è cresciuto con gli effetti speciali caserecci ma onesti delle trilogia classica: decisamente meglio il Millennium Falcon palesemente fermo che la battaglia fra droidi e gungan realizzata interamente al computer, senza idee e soprattutto senza cuore.

Anche dal punto di vista narrativo, le cose non vanno meglio. La pellicola per lunghi tratti annoia, stretta fra la morsa di una metafora politica insistita e fuori luogo e lunghe e ripetitive sequenze d’azione, come la battaglia di Naboo o la corsa degli sgusci a cui prende parte il giovane Anakin. Molti hanno visto come un affronto anche la scelta di spiegare l’enigma della Forza con la quantità di Midi-chlorian presenti nel sangue di ogni potenziale Jedi. Personalmente non sono così drastico, ma credo che sia stato comunque un errore cercare di dare una spiegazione scientifica e razionale a un aspetto della trilogia classica che era maggiormente apprezzabile proprio per l’alone di mistero che lo circondava. Incomprensibile anche la scelta di dedicare un minutaggio così basso al nuovo Sith Darth Maul, atteso spasmodicamente da tutto il fandom e potenzialmente intrigante, ma liquidato invece in modo sbrigativo e complessivamente insoddisfacente.
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“La paura è la via per il lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza. Ah, io sento in te molta paura.”

Pochi i punti a favore de La minaccia fantasma. Gli attori in carne e ossa sono tutti perfettamente in parte, da Ian McDiarmid, che riprende il suo antico ruolo di Darth Sidious, alla dolcissima Natalie Portman non ancora maggiorenne ai tempi delle riprese. Menzione speciale anche per il sempre ottimo Liam Neeson, in un ruolo che avrebbe meritato spazio anche nei capitoli successivi, per un Samuel L. Jackson sempre straordinario nello sfruttare con il suo carisma i pochi minuti a sua disposizione, e soprattutto per Ewan McGregor, che non fa rimpiangere una leggenda come Alec Guinness e che pone le basi per le sue successive interpretazioni in Episodio II e III, in cui il personaggio di Obi-Wan Kenobi avrà un’importanza ancora maggiore. Buoni anche alcuni rimandi ai capitoli precedenti, il primo incontro fra Anakin e Padmè, le musiche e i duelli con la spada laser, ma è davvero troppo poco per un film che, con questo materiale tecnico, umano e narrativo, avrebbe potuto e dovuto essere molto di più. George Lucas avrà modo di risollevarsi in seguito con L’attacco dei cloni e soprattutto con il successivo La vendetta dei Sith, che sviscereranno meglio gli avvenimenti che hanno portato Anakin Skywalker a diventare il malvagio Darth Vader, ma la ferita aperta da La minaccia fantasma ancora oggi non è sanata nei cuori dei fan.

Curiosità

Verso la fine dei titoli di coda, è possibile udire il celebre respiro di Darth Vader.

In preparazione al film, Ewan McGregor ha visionato accuratamente l’intera filmografia di Alec Guinness, in modo da rendere il suo accento e i suoi gesti il più possibile simili all’interprete di Obi-Wan nella trilogia classica.

Il film Fanboys è basato su un gruppo di amici che tentano di entrare abusivamente nello Skywalker Ranch per vedere proprio La minaccia fantasma.

Fra le varie razze aliene rappresentate nelle scene ambientate in Senato, è possibile riconoscerne una identica in tutto e per tutto a quella del protagonista di E.T. l’extra-terrestre.

La frase ricorrente della saga I have a bad feeling about this stavolta viene pronunciata da  Obi-Wan Kenobi.

Nel momento della sua uscita, il film si classificò al secondo posto nella classifica dei maggiori incassi cinematografici di tutti i tempi, dietro solo a Titanic.

4 pensieri su “The Phantom Menace – La minaccia fantasma (1999)

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