10 motivi per cui Il Risveglio della Forza e Una nuova speranza sono film diversi

Star Wars: Il risveglio della Forza è finalmente arrivato nelle sale di tutto il mondo e ha subito creato accese discussioni fra gli spettatori di tutto il mondo, divisi fra chi lo ha promosso senza riserve e chi invece ha espresso qualche dubbio in più. Una delle critiche più frequenti che ho letto in questi giorni è stata quella secondo cui Star Wars: Il risveglio della Forza è un remake o addirittura una fotocopia del primo episodio della saga, il tanto amato Una nuova speranza. Personalmente trovo questa critica abbastanza superficiale e non del tutto giusta, per cui ho fatto un elenco delle dieci differenze più importanti fra i due film in questione.

Quello che segue contiene spoiler su tutti gli episodi della saga di Star Wars, per cui non proseguite se non avete ancora visionato i film. Trovate la mia recensione senza spoiler de Il Risveglio della Forza a questo link.
Il Risveglio della Forza - JJ Abrams e George Lucas

Non posso certo negare gli innumerevoli richiami de Il Risveglio della Forza al primo Star Wars e più in generale all’intera trilogia classica, ma dove alcuni vedono un film copiato, io vedo un film che con grande rispetto vuole omaggiare, riprendere ed dare nuova linfa all’universo creato quasi 40 anni fa da George Lucas, sfruttando la mitologia della saga e gli archetipi del genere a cui appartiene. Quello che si poteva certamente evitare era un nuovo richiamo alla Morte Nera, con la base Starkiller differente per dimensioni, ma così simile per concetto e funzionamento. Credo però che ridurre un intero film a una copia solo per questo singolo aspetto sia un grosso errore, come lo è anche generalizzare gli aspetti simili della trama (omettendo quelli diversi) per rafforzare la propria tesi.

Entrambi i film raccontano la storia di un giovane di umili origini che, dopo un incontro fortuito con un droide, viene coinvolto nella lotta contro un gruppo di cattivi, che vogliono soggiogare la galassia grazie a una potente arma delle dimensioni di un pianeta. Il protagonista viene aiutato da un vecchio eroe, che trova la morte contro un cattivo (che indossa una maschera nera) al quale è legato da vicende personali. La base dei cattivi viene distrutta, ma l’antagonista principale si salva. Messa giù così non fa una piega, i due film sono identici. Ma, lasciando da parte il fatto che ho trovato il parallelismo fra le due storie splendido e lo ritengo il migliore modo possibile per fare ripartire il franchise, se applicassimo lo stesso ragionamento a tutte la narrativa, saremmo costretti a considerare un plagio almeno il 90% della produzione mondiale: penso per esempio alle pellicole basate su storie d’amore, ai western, ai gialli e anche a una buona parte degli horror. Credo quindi che un film vada giudicato non solo per il suo soggetto, ma soprattutto per le emozioni che vuole trasmettere e per i personaggi che vuole presentare. Ecco quindi perchè Il Risveglio della Forza e Una nuova speranza non sono così simili come si vuole fare credere.

1) Rey
Il Risveglio della Forza - Rey Daisy Ridley

La nuova protagonista della saga, il volto pulito del film. Secondo alcuni una mera copia del personaggio di Luke Skywalker, ma in realtà estremamente diversa da lui. Luke inizialmente ci viene presentato come un ragazzo desideroso di avventura e di diventare un pilota, ma che conduce una vita decisamente ordinaria, aiutando i genitori adottivi nel loro lavoro. Del passato di Rey non sappiamo quasi nulla, mentre siamo a conoscenza del fatto che sta aspettando il ritorno di qualcuno, probabilmente uno o entrambi i genitori. Rey è ormai abituata a badare a sé stessa, guadagnandosi il cibo vendendo i rottami che trova nel deserto di Jakku; sa difendersi da sola e conosce diversi lingue della galassia, come quelle dei droidi e dei Wookie. Diversi anche i percorsi dei due nel corso del film: Luke dopo un breve addestramento da parte di Obi-Wan Kenobi diventa determinante nella distruzione della prima Morte Nera; Rey prima viene rapita da Kylo Ren, poi dimostra che la Forza scorre in lei resistendo alla pressione mentale del villain, persuadendo uno stormtrooper a liberarla e tenendo testa nuovamente a un Kylo Ren non ancora completamente addestrato, comunque ferito e psicologicamente sconvolto. La base Starkiller viene distrutta principalmente grazie alle azioni di Han, Chewbacca e della Resistenza. Questi aspetti valgono anche come risposta a coloro che sostengono che Rey controlla la Forza troppo velocemente.

2) I villain
Il Risveglio della Forza - Kylo ren

Probabilmente la differenza più vistosa fra Il Risveglio della Forza e Una nuova speranza. Darth Vader nel primo film della saga è una macchina di distruzione spietata e sicura di sé. Kylo Ren, anche se molto potente, è l’esatto opposto: fragile, insicuro della sua scelta, collerico e ossessionato dalla figura del nonno Darth Vader, che sente di non potere eguagliare. Una figura complessa e sfaccettata, che ha attirato diverse critiche per la scelta di mostrarla a volto scoperto dopo un tempo relativamente breve, cosa che invece ha contribuito alla caratterizzazione del personaggio. Da non sottovalutare la figura del Supremo Leader Snoke, che più che una copia di Palpatine (comunque assente nel primo film) potrebbe essere egli stesso ancora vivo (come avevo ipotizzato prima del film) o il suo vecchio maestro Darth Plagueis, citato brevemente durante La vendetta dei Sith come l’unico ad avere trovato un modo per sfuggire alla morte.

3) Il Primo OrdineIl risveglio della Forza - Primo Ordine First Order

In molti hanno visto nel Primo Ordine una riproposizione di quello che nel capostipite della serie era l’Impero. Le somiglianze sicuramente ci sono, ma c’è anche una differenza sostanziale: i membri del Primo Ordine conoscono l’Impero e sanno cos’è stato; sono degli invasati (su tutti il Generale Hux interpretato da Domhnall Gleason) che vogliono replicare l’orrore che è stato, rendendosi così ancora più spaventosi, nello stesso modo in cui i neonazisti ci fanno più paura dei nazisti stessi. Anche l’Impero in Una nuova speranza si macchia di atroci delitti (su tutti la distruzione di Alderaan), ma in ogni momento de Il risveglio della Forza percepiamo la minaccia del Primo Ordine, minaccia che sarà ancora presente anche nel prossimo episodio, visto che è stato distrutto l’intero sistema stellare di Hosnian, capitale della nuova Repubblica.

4) FinnIl risveglio della Forza - Finn John Boyega

Per quanto mi riguarda, il personaggio interpretato da John Boyega è stato la vera sorpresa del film. Ironico, impacciato, coraggioso e dal cuore d’oro. Ogni personaggio de Il risveglio della Forza è stato ricondotto a qualcuno di Una nuova speranza tranne lui, a meno che non vogliate paragonarlo all’Han Solo del primo film. Nel caso, mi permetto di farvi notare che Han Solo è presente anche nell’ultima pellicola. Altri due aspetti di questo personaggio mi fanno ben sperare: non sappiamo nulla del suo passato (la Forza scorre in lui?) ed è uno stormtrooper pentito, fatto che per la prima volta ci mostra l’uomo dentro a questi militari su cui si è fatta tanta ironia per la loro scarsa intelligenza e per la loro pessima mira. Sono state mosse alcune critiche per il fatto che per due volte Finn usa la vecchia spada laser di Anakin e Luke Skywalker: i più attenti avranno però notato che entrambe le volte Finn le prende di santa ragione e viene salvato in extremis dai suoi compagni.

5) L’ironiaIl risveglio della Forza - Finn e Han

Intendiamoci, non che l’ironia nel primo Star Wars fosse assente, anzi. Però era affidata prevalentemente all’estro di Han Solo e alle gag di C-3PO. Ne Il risveglio della Forza ogni personaggio ha una sua componente ironica: Han su tutti ovviamente, ma anche Poe (personaggio da cui mi aspetto molto nei prossimi episodi), Rey e persino Kylo Ren, che durante i suoi colloqui finalizzati a prelevare informazioni dalla mente delle sue vittime non risparmia qualche sinistra battuta. Non tutti hanno apprezzato questo umorismo secondo me né insistito né forzato, e alcuni hanno chiamato in causa la casa madre e la sua tendenza a mitigare anche le situazioni più drammatiche. Questa teoria potrebbe anche in piedi se non fosse per il prossimo punto, cioè:

6) La morte di Han SoloIl risveglio della Forza - Han Solo muore

Alcuni obietteranno che anche in Star Wars c’era una morte eccellente, ovvero quella di Obi-Wan Kenobi, ma i due avvenimenti non sono paragonabili. La morte di Obi-Wan era quasi “volontaria”, in modo da diventare un Fantasma della Forza, e coinvolgeva un personaggio che avevamo appena conosciuto. La morte di Han Solo, anche se ampiamente preventivabile prima (come dicevo qui) e durante il film, è una vera pugnalata al cuore di tutti i fan. Il fatto che la dipartita di Han avvenga per mano del figlio perduto (e che per un attimo si spera ritrovato) è il colpo di grazia che getta un’ombra di tristezza su tutta la pellicola, e in particolare sulla parte finale. Tutti muoiono prima o poi, ma questa morte sono sicuro che rimarrà scolpita come uno dei momenti più laceranti e cupi di tutta la saga, sullo stesso livello della morte di Anakin nel finale de Il ritorno dello Jedi.

7) Chewbe, siamo a casaStar Wars - Il risveglio della Forza - Siamo a casa

La battuta più citata del film, detta da Han a Chewbacca nell’epico momento del loro ritorno sul Millennium Falcon, è anche una perfetta descrizione del film. In ogni momento die Il risveglio della Forza, abbiamo la sensazione di fare ritorno in posti della nostra infanzia e di incontrare nuovamente vecchi amici che credevamo perduti. J. J. Abrams è stato abile a disseminare nel film riferimenti a luoghi, oggetti e storie che già conoscevamo senza farne una squallida copia. Ovviamente questo non poteva accadere nel film capostipite della saga, che invece dava costantemente l’impressione di trovarsi davanti a un universo sconfinato tutto da scoprire ed esplorare. Questi due differenti punti di vista cambiano completamente l’atmosfera dei due film, e di conseguenza le emozioni che vengono percepite dallo spettatore.

8) I personaggi secondariIl risveglio della Forza - Captain hasma

Il risveglio della Forza inserisce diversi personaggi secondari che funzionano e che non vediamo l’ora di ritrovare nei prossimi episodi. Penso per esempio al pilota Poe Dameron (che potrebbe diventare “l’erede” di Han Solo), ma anche all’enigmatica Captain Phasma, all’esaltato Generale Hux, al sublime robottino BB-8 e alla misteriosa Maz Kanata, senza dimenticare il Supremo Leader Snoke. Personaggi presentati quel tanto che basta ma non approfonditi, in modo da lasciare più spazio ai protagonisti ma creando al tempo stesso le basi per la mitologia di questa nuova trilogia. Il primo Star Wars non aveva un numero così imponente di personaggi secondari, e alcuni di quei pochi trovavano anche la morte nel corso del film. Non a caso, ne L’Impero colpisce ancora vennero poi inseriti 3 personaggi fondamentali nell’economia della serie come Yoda, Palpatine e Lando Calrissian.

9) Le domande
Il Risveglio della Forza - domande

Una nuova speranza lasciava in sospeso poco e niente, e proprio per questo la rivelazione Io sono tuo padre de L’Impero colpisce ancora ha tanto destabilizzato, cioè perché cambiava totalmente le carte in tavola della saga, creando il background per il successivo Il ritorno dello Jedi e per l’intera trilogia prequel. Il risveglio della Forza al contrario lascia volutamente diversi punti in sospeso, anche perché i seguiti sono già una certezza: qual è il piano del Supremo Leader Snoke? Chi sono i genitori di Rey? E quelli di Finn? Luke tornerà a combattere? Quali saranno le prossime mosse di Kylo Ren?
Anche in questo caso un cambiamento sottile, ma che cambia totalmente la nostra percezione nei confronti del film e in particolare verso una delle scene migliori della pellicola, ovvero:

10) Il finaleIl risveglio della Forza - finale

Volutamente non ho inserito l’ultimissima sequenza, quella del già storico enigmatico sguardo fra Luke e Rey, in modo da non fare arrabbiare la nostra cara Disney. Il finale di Una nuova speranza era fondamentalmente autoconclusivo, nonché il classico lieto fine, in cui i nostri eroi venivano premiati per le loro gesta. Il risveglio della Forza sceglie una strada completamente diversa, e non solo per le domande che lascia e che ho già citato poco fa. In quel semplice ma intenso sguardo c’è tutta la storia passata, presente e futura della saga di Guerre Stellari: il senso della lunga attesa di Luke e di tutti noi fan, la sensazione di un’unione fra due generazioni rappresentata dal gesto di porgere la spada laser a Luke da parte di Rey, la tristezza che traspare negli occhi del figlio di Darth Vader per il passaggio di suo nipote al Lato Oscuro e per tutto ciò che ne è derivato. Un finale decisamente più struggente e complesso di quello del capostipite della saga, che ci lascia con il groppo in gola e con l’ansia per un Episodio VIII che si preannuncia intenso e spettacolare.

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