Accattone (1961)

Accattone - Pier Paolo PasoliniTitolo originale: Accattone
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1961
Durata: 116′
Regia: Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti
Musiche: Johann Sebastian Bach
Interpreti: Franco CittiSilvana CorsiniFranca PasutPaola GuidiAdriana AstiRomolo OraziAdriano MazzelliMassimo CacciafesteStefano D’ArrigoFrancesco OraziMario Guerani, Enrico Fioravanti
Accattone (1961) on IMDb

Accattone - Pier Paolo Pasolini “Quando me metto ‘n testa ‘na cosa io, deve da esse quella! O il mondo ammazza a me, o io ammazzo a lui.”

Accattone è il primo film da regista di uno dei più grandi artisti italiani del dopo guerra, ovvero Pier Paolo Pasolini. Una mente così libera da ogni pregiudizio o conformismo non poteva che partorire un’opera dura e poetica e struggente e riflessiva allo stesso tempo, ancora oggi ammirata e presa a esempio dagli appassionati della Settima Arte. Come prevedibile, non mancarono le polemiche: alla prima del film a Roma, un gruppo di neofascisti provò a bloccare la proiezione con tanto di lancio di oggetti e ortaggi, mentre la censura impose un divieto ai minori di 18 anni, all’epoca non ancora esistente. Fortunatamente il tempo ha dato ragione al film, che oggi è considerato unanimemente come una delle più grandi opere del cinema italiano.

Accattone - Pier Paolo Pasolini 2

Accattone racconta la storia di Vittorio Cataldi (Franco Citti), soprannominato appunto Accattone, un uomo di strada che vive alla giornata, principalmente grazie alla sua attività di “magnaccia” per la prostituta Maddalena (Silvana Corsini). Quest’ultima finisce però in galera per falsa testimonianza, costringendo Vittorio a cercare di guadagnarsi da vivere in altro modo. L’occasione della svolta per Accattone arriva quando conosce Stella (Franca Pasut), ma non sarà facile per lui cambiare vita e abbandonare del tutto i malaffari.

Pier Paolo Pasolini mette in scena una sorta di rielaborazione cinematografica dei suoi scritti, raccontando la vita degli ultimi della classe, degli emarginati dalla società. A un anno di distanza dalla corrosiva critica alla borghesia portata su schermo da Federico Fellini (che originariamente avrebbe dovuto produrre Accattone) nel suo capolavoro La dolce vita, il regista originario di Bologna compie un’operazione concettualmente simile,ma eseguita da un punto di vista diametralmente opposto. Gli eroi di questa non convenzionale diventano così ladruncoli, magnaccia, prostitute e sfaccendati vari, che mostrano le contraddizioni e l’ipocrisia della società, muovendosi all’interno di una periferia romana mai così decadente e diroccata.

Accattone - Pier Paolo Pasolini 3

Anche se alla sua prima esperienza dietro alla macchina da presa, Pier Paolo Pasolini dimostra già una notevole confidenza con il mezzo cinematografico, gestendo al meglio i tempi e gli spazi. Alcune imperfezioni nel montaggio faranno storcere il naso ai puristi, ma sono ampiamente compensate dalla forza di quello che vediamo su schermo. Splendido l’uso della fotografia, che fa quasi percepire il sudiciume all’interno del quale si muove Accattone. La regia è discreta ma ricca di inquadrature notevoli, come quelle che mostrano il protagonista muoversi all’interno di un paesaggio assolato e desolante da day after, che contrasta con le musiche raffinate e ricercate di Bach. Azzeccata anche la scelta di portare in scena quasi tutti attori non professionisti, rendendo così ancora più realistico questo viaggio nei bassifondi della società italiana.

Come molte delle più grandi opere cinematografiche, Accattone è una storia senza tempo, prodotta più di 50 anni fa ma ancora attuale al giorno d’oggi, che mostra con disincanto e composto dolore il fallimento della società e l’impossibilità per chi vive ai suoi margini di poter realmente cambiare vita. L’antieroe di Pasolini cerca ripetutamente di rompere il circolo vizioso di criminalità e inerzia dentro il quale è rimasto bloccato, ma la realtà lo ricaccia crudelmente al suo posto ogni volta, suggerendo che per chi non è “nato con la camicia” non ci sono sogni di gloria né speranze per un futuro migliore, ma solo la triste certezza di un’anonima morte, evidenziata dalla meravigliosa sequenza in cui il protagonista sogna la propria dipartita, pasoliniana al 100%.

Inserito nella prestigiosa lista dei 100 film italiani da salvare, Accattone è un film imperdibile e imprescindibile per tutti gli appassionati, ideale per avvicinarsi alla parabola artistica di un genio come Pier Paolo Pasolini.

Un pensiero su “Accattone (1961)

  1. Pingback: Mamma Roma (1962) | Nuovo Cinema Lebowski

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.