Parenti serpenti (1992)

Parenti Serpenti - Mario MonicelliTitolo originaleParenti serpenti
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1992
Durata105′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Carmine AmorosoMario Monicelli, Piero De Bernardi, Suso Cecchi d’Amico
Musiche: Adelio Cogliati
Interpreti: Alessandro HaberMarina ConfaloneCinzia LeoneTommaso Bianco, Eugenio MasciariMonica ScattiniPia VelsiPaolo PanelliRenato Cecchetto, Eleonora Alberti
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Parenti Serpenti - Mario Monicelli
«Guarda chi si rivede, Rosa Giannetta, è arrivata fino in Arabia Saudita a fare le marchette.»
«Almeno lei ha girato il mondo.»
«Eh sì, si è fatta le ossa!»

La satira corrosiva di un monumento del cinema italiano come Mario Monicelli si abbatte stavolta sulla famiglia, con un film snobbato al momento dell’uscita ma ancora oggi di una potenza e di un’attualità fuori dal comune: Parenti Serpenti.

Forte di un cast composto da ottimi caratteristi del nostro cinema come Alessandro HaberMarina ConfaloneTommaso BiancoCinzia LeoneMonica ScattiniPaolo Panelli, Parenti Serpenti inizialmente si sviluppa come una commedia all’italiana, genere che lo stesso Mario Monicelli aveva contribuito a rendere grande, per poi subire nella seconda parte una decisa virata verso la commedia nera, con risvolti quasi da cinema noir. L’ennesima grande lezione di cinema di un vero e proprio maestro della Settima Arte, che nella propria carriera ha dimostrato più volte di saper padroneggiare diversi generi con la stessa efficacia.
Parenti Serpenti - Mario Monicelli 4

Il film è ambientato in un Abruzzo imbiancato da un’abbondante nevicata durante le festività natalizie. Presso l’abitazione degli anziani Trieste (Pia Velsi) e Saverio (Paolo Panelli) si riuniscono le famiglie dei loro quattro figli: Lina (Marina Confalone) e il marito Michele (Tommaso Bianco) insieme al figlio Mauro (Riccardo Scontrini, che è anche la voce narrante), Milena (Monica Scattini) con il marito Filippo (Renato Cecchetto), il single Alfredo (Alessandro Haber) e infine Gina (Cinzia Leone),con il marito Alessandro (Eugenio Massari), e la figlia Monica (Eleonora Alberti). La convivenza forzata fa venire a galla tutte le piccole invidie e gelosie fra i parenti e la malcelata sopportazione fra loro. La matriarca Trieste fa deflagrare il clima già teso con la rivelazione di un’importante decisione sul proprio futuro, facendo così emergere tutti gli scheletri nell’armadio dei componenti della sua famiglia, che arriveranno a prendere una decisone estrema e inaspettata.

Parenti Serpenti - Mario Monicelli 3

Mario Monicelli parte ancora dalla provincia per raccontare i vizi, l’ipocrisia e le contraddizioni degli italiani. Ci troviamo in un Natale dei primi anni ’90, con il muro di Berlino caduto da poco e la televisione che ormai è un membro aggiunto e insostituibile di ogni famiglia del nostro paese. Tutto sembra al suo posto. Una famiglia riunita sotto lo stesso tetto che cena alla stessa tavola, i tipici addobbi che diffondono nell’aria lo spirito natalizio, anche la neve che arriva a completare il quadretto. Conoscendo lo spirito irriverente e anticonformista di Mario Monicelli, non pensiamo neanche per un momento di assistere a una celebrazione del Natale e dell’accogliente focolare della famiglia. E infatti così non è. I personaggi si muovono in un clima perennemente teso, insoddisfatti delle loro vite e soggiogati dalle alte aspettative che la società ormai impone, arrivando addirittura a impedire ai bambini di mangiare cibi grassi per non ingrassare e vedersi così preclusa la scalata sociale. I tanti e superficiali dialoghi fra i membri della famiglia rivelano un malessere di fondo, la mancanza di argomenti e l’astio per questioni sospese mai risolte.

Dopo la società nella sua interezza (Amici Miei), la borghesia (Un borghese piccolo piccolo) e i valori militari (La grande guerra), la scure del regista si abbatte così stavolta su uno degli ultimi valori incrollabili del popolo italiano, ovvero quella famiglia in cui rifugiarsi in caso di difficoltà. La famiglia dipinta da Mario Monicelli non è però la panacea di tutti i mali, ma invece li esaspera: i parenti (serpenti appunto, come dice l’azzeccassimo titolo) cercano di fare emergere il disagio degli altri, godendone in maniera neanche troppo implicita. Ogni personaggio ha un cruccio o un segreto da nascondere, che sia una tresca amorosa, una caratteristica della propria personalità da tenere nascosta o l’insoddisfazione per un figlio che non arriva. Gli unici personaggi veramente positivi sono i decani Saverio e Trieste, che hanno la sola colpa di essere anziani e quindi bisognosi di aiuto da parte dei loro cari. Colpa che però li porterà a diventare un problema che i figli cercheranno di scaricarsi fra loro, smentendo così anche il più puro amore possibile, quello fra genitori e figli.

Mario Monicelli dirige un film corale e ottimamente recitato, senza un vero protagonista che emerge sugli altri, com’è giusto che sia per un film che ha come obbiettivo una satira sulla famiglia. Si ride, ma lo si fa a denti stretti, interrogandosi più volte su quanto siamo davvero vicini alla persone che crediamo più care. Le luci e i colori del Natale lasciano ben presto spazio all’aridità e al disagio che albergano nell’animo dei personaggi, che stridono con le allegre canzoni che compongono la colonna sonora, su tutte la splendida Vivere di Enzo Jannacci.

Parenti Serpenti - Mario Monicelli 2

Parenti serpenti è l’ennesima capolavoro di Mario Monicelli, che mette nel mirino un valore intoccabile come la famiglia, e che proprio per questo motivo viene spesso visto come un film minore del regista. Il mio consiglio è quindi di recuperarlo o rivalutarlo, magari proprio vicino al periodo delle festività, per renderci conto che forse i personaggi di questo film (che ci piaccia o no) non sono poi così tanto diversi da quelli che conosciamo nella nostra vita reale.

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