Spotlight – Il caso Spotlight (2015)

Spotlight Michael Keaton Mark RuffaloTitolo originaleSpotlight
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita2015
Durata: 128
Regia: Tom McCarthy
Sceneggiatura: Tom McCarthyJosh Singer
Musiche: Howard Shore
Interpreti: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Liev Schreiber, Rachel McAdams, Stanley Tucci, John Slattery, Brian d’Arcy James, Jamey Sheridan, Billy Crudup, Paul Guilfoyle, Len Cariou, Gene Amoroso, Maureen Keiller
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Spotlight - Michael Keaton Mark Ruffalo Rachel McAdams Liev Schreiber
“Fare causa alla Chiesa? Ma è fantastico!”

Dopo essere stato presentato alla  72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, arriva finalmente nelle nostre sale il discusso Il caso Spotlight, che nel frattempo ha anche ricevuto 6 nomination agli Oscar 2016, inclusa quella come miglior film.

Il tema trattato è di quelli pesanti, ovvero lo scandalo degli abusi sessuali perpetrati ai danni di minori da parte di decine di preti dell’Arcidiocesi di Boston. Il caso è stato portato alla luce nel 2001 dalla Spotlight che dà il titolo alla pellicola, ovvero una divisione del Boston Globe specializzata in questa tipologia di inchieste. Il regista Tom McCarthy ha prima sceneggiato e poi diretto una pellicola solida, rigorosa e compatta, che mette in scena passo per passo tutte le fasi che hanno portato alla riuscita di questa inchiesta, premiata con il Pulitzer nel 2003. Un film corale interpretato da attori eccellenti come Michael Keaton, John SlatteryLiev SchreiberRachel McAdams e soprattutto Mark Ruffalo, che per questa sua prova meriterebbe di portare a casa l’Oscar 2016 per il migliore attore non protagonista.
Spotlight Mark Ruffalo
“Come puoi dire di no a Dio?”

Marty Baron (Liev Schreiber) viene nominato nuovo direttore del Boston Globe, e come sua prima azione di rilievo decide di puntare forte su alcuni casi di pedofilia da parte di preti della città, che sono stati apparentemente insabbiati dalle alte cariche religiose. Sul caso, oltre al caporedattore Ben Bradlee Jr. (John Slattery) viene chiamata a investigare l’intera sezione Spotlight, composta dal capo Walter Robinson (Michael Keaton) e dai tre giornalisti Michael Rezendes (Mark Ruffalo), Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Matt Carroll (Brian d’Arcy James). Anche grazie all’aiuto del Procuratore Mitchell Garabedian (Stanley Tucci) e di altre persone coinvolte nel caso, la squadra scoprirà ben presto che lo scandalo è molto più esteso di quanto si possa pensare.

Spotlight - Michael Keaton Mark Ruffalo Rachel McAdams

Sulla scia di grandi film d’inchiesta come Tutti gli uomini del presidente, Insider – Dietro la verità e Good Night, and Good LuckTom McCarthy dirige un film misurato e accurato, che mette in scena quanto accaduto durante l’inchiesta che ha scosso dalle fondamenta la Chiesa Cattolica senza enfatizzare più del necessario determinati risvolti della vicenda. Il regista sceglie di fare parlare i fatti, mantenendo uno sguardo equo e distaccato sulla vicenda ed evitando così la potenziale trappola di spingere eccessivamente il piede dell’acceleratore contro la Chiesa e i suoi membri. Il risultato è un film lucido e compatto, che con i modi e i tempi giusti punta i riflettori su una scomoda verità, più estesa di quanto vogliamo credere e accettare, con un’onestà intellettuale tale da rendere di fatto impossibile qualsiasi recriminazione anche da parte degli spettatori più credenti, che possono effettivamente portare rancore solo per ciò che viene raccontato nel film, e non per come viene fatto.

L’andamento del film riflette quello dell’inchiesta giornalistica su cui è incentrato, ovvero ricerche, interviste, deduzioni, verifiche, ricerca di prove e solo in un ultimo momento le tanto attese conclusioni. Questo potrebbe fare pensare a un film freddo e senza cuore, ma non è questo il caso, grazie soprattutto alla splendida prova da parte di tutto il cast. Ogni personaggio riflette un modo di affrontare la vicenda diverso e complementare a quello degli altri; l’attitudine alla calma e all’equilibrio portata avanti da personaggi come quelli interpretati da Rachel McAdamsJohn Slattery e Michael Keaton si amalgama con la passionalità emanata soprattutto da Mark Ruffalo (la sua è per distacco la migliore performance della pellicola), a cui viene giustamente riservato uno dei monologhi più intensi e toccanti di tutta la stagione cinematografica, in cui si mescolano alla perfezione tutti i sentimenti che lo spettatore prova durante la visione di Spotlight: rabbia, sdegno e senso di impotenza.

In mezzo al rigore dell’indagine filtrano alcuni spunti più intensi ed emozionanti, come i momenti in cui ci accorgiamo di quanto questi abusi abbiano realmente distrutto tanti giovani vite e rovinato per sempre persone che per superare lo shock hanno dovuto ricorrere ad alcool, droghe e svariati aiuti psichiatrici. Peccato che la stessa attenzione dal punto di vista psicologico non sia stata riservata ai protagonisti, della cui vita privata non veniamo a sapere praticamente nulla. Questo è forse il difetto più evidente del film, che ci restituisce personaggi ben caratterizzati (alcuni dei quali con più di uno scheletro nell’armadio), ma che alla fine del film ci risultano ancora fondamentalmente sconosciuti, impedendoci di empatizzare totalmente con loro.

La regia di Tom McCarthy accompagna l’azione misurata del film, valorizzando il cast e l’ottimo lavoro fatto in fase di sceneggiatura, che non ha lasciato niente al caso. I diversi dialoghi del film vengono accompagnati da un eccellente montaggio e da inquadrature studiate alla perfezione per esaltarli. Questo rigore estetico e formale viene saltuariamente rotto da alcune scene più articolate ed emotive, come la splendida sequenza in cui un coro di bambini ignari dell’orrore intorno a loro canta una toccante Silent Night.Spotlight Stanley Tucci

In un’epoca di click baiting, di fantascientifici complotti e di notizie totalmente inventate per fare clamore, un film che riproduce un’inchiesta giornalistica accurata e precisa può essere visto come accomodante, freddo e privo di pathos. Coloro che invece preferiscono la riflessione e la lucida analisi ai titoli roboanti e alle sterili polemiche godranno della visione di un film che invece sa fare emozionare, pensare e anche indignare.

Spotlight mette in luce una vicenda fatta di abusi, soprusi e violenze fisiche e psicologiche verso chi non è ancora abbastanza forte per potersi difendere da solo, ovvero i bambini. Il film ci ricorda che nonostante le inchieste, le indagini e i servizi televisivi, queste cose accadono ancora, e accadono continuamente, spesso molto più vicino a noi di quanto pensiamo. Probabilmente questo è un male impossibile da estirpare totalmente, ma anche grazie a questa pellicola possiamo esserne tutti più consapevoli e cercare di limitarlo il più possibile. Forse questo non basterà per ricevere un Oscar, soprattutto uno di quelli più importanti, ma moralmente Spotlight ha già vinto tantissimo.

Curiosità

Mark Ruffalo ha chiesto al vero Michael Rezendes di ripetergli più volte le battute che poi lui ha pronunciato nel film. L’attore si è immedesimato nel giornalista a tal punto che quest’ultimo ha rivelato che Ruffalo gli ha fatto rivivere 5 mesi della sua vita.

Margot Robbie ha rifiutato il ruolo di Sacha Pfeiffer.

A proposito della performance di Michael Keaton, il vero Walter Robinson ha detto che è vederlo è stato come guardare se stesso allo specchio.

La maggioranza dei giornalisti che hanno contribuito a far emergere lo scandalo su cui si basa il film sono cattolici.

2 pensieri su “Spotlight – Il caso Spotlight (2015)

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