The Dark Knight – Il cavaliere oscuro (2008)

La locandina di The Dark Knight - Il cavaliere oscuroTitolo originale: The Dark Knight
Paese di ProduzioneUSA, Regno Unito
Anno di uscita2008
Durata152′
RegiaChristopher Nolan
SceneggiaturaChristopher NolanJonathan Nolan
MusicheHans ZimmerJames Newton Howard
Interpreti: Christian Bale, Heath Ledger, Michael Caine, Maggie Gyllenhaal, Gary Oldman, Morgan Freeman, Cillian Murphy, Aaron Eckhart, Monique Gabriela Curnen, Nestor Carbonell, Eric Roberts, Anthony Michael Hall, Ron Dean
The Dark Knight (2008) on IMDb

The Dark Knight - Il cavaliere oscuro - certi uomini non cercano qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare, né dominare. Non ci si ragiona, né ci si tratta. Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo.
“Certi uomini non cercano qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare, né dominare. Non ci si ragiona, né ci si tratta. Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo.”

Se con Batman Begins Christopher Nolan aveva rivoluzionato il modo di approcciare i cinecomic e più in generale i blockbuster, con questo The Dark Knight il regista britannico riesce nell’impresa di superare letteralmente se stesso, portando su schermo una storia cupa e tragica, non limitandosi alla spettacolarizzazione delle avventure di personaggi già noti al grande pubblico, ma addentrandosi nei meandri più profondi della mente umana, portando lo spettatore a guardare dritto negli occhi la follia e il male puro. I meriti della riuscita di quest’operazione coraggiosa e pressoché inedita per un film mainstream vanno divisi fra tutte le parti in causa, ma va anche detto chiaramente e senza alcuna incertezza che The Dark Knight non avrebbe potuto avere la stessa dirompente forza senza la stratosferica prova di Heath Ledger. Nei panni della nemesi più conosciuta e apprezzata di Batman, ovvero il Joker, l’attore australiano è riuscito a consegnare alla storia del cinema una prova indimenticabile e senza tempo, che si pone di diritto fra le migliori mai viste sul grande schermo per quanto riguarda i villain, oscura pesantemente quanto fatto anni prima nello stesso ruolo da un gigante come Jack Nicholson e si configura come il testamento cinematografico di un interprete meraviglioso, morto pochi giorni dopo la fine delle riprese di questo film a soli 28 anni e in circostanze mai chiarite del tutto, e da allora indelebile nella mente e nel cuore dei cinefili di tutto il mondo. Il duello fisico, psicologico e ideologico fra il Joker di Heath Ledger e il Batman di Christian Bale si pone ai vertici degli scontri cinematografici visti sul grande schermo negli ultimi anni e nobilita un film che può contare anche sui nuovi innesti di Aaron Eckhart nella parte di Harvey Dent e di Maggie Gyllenhaal, che rimpiazza la deludente Katie Holmes di Batman Begins. Confermatissimi invece i vari Michael Caine, Morgan Freeman e Gary Oldman, che riprendono i loro ruoli di supporto al cavaliere oscuro accompagnandolo in questa epica ed eroica parabola umana.

The Dark Knight - confronto Batman Joker
«Tu sei spazzatura, uccidi per soldi.»
«Non parlare come uno di loro, non lo sei! Anche se ti piacerebbe. Per loro, sei solo un mostro, come me! Ora gli servi. Ma tra un po’… Ti cacceranno via, come un lebbroso. La loro moralità, i loro principi, sono uno stupido scherzo. Li mollano non appena cominciano i problemi. Sono bravi solo quanto il mondo permette loro di esserlo. Te lo dimostro: quando le cose vanno male, queste persone civili e per bene si sbranano tra di loro. Vedi, io non sono un mostro; sono in anticipo sul percorso.»

A pochi mesi di distanza dagli eventi di Batman Begins, Gotham City è messa in pericolo da una nuova e ancora più temibile minaccia. Joker (Heath Ledger) un folle e spietato criminale truccato da clown e con il volto sfregiato, vuole attirare il sostegno dei malavitosi più importanti della città con la promessa di eliminare la persona che più di tutte le altre sta ostacolando i loro piani, ovvero Batman (Christian Bale). Nel frattempo, è stato nominato il nuovo procuratore distrettuale, cioè Harvey Dent (Aaron Eckhart), uomo di grande integrità morale e dall’altrettanto elevata ambizione, deciso a estirpare la malavita da Gotham con qualsiasi mezzo. Con quest’ultimo fa coppia fissa da qualche tempo Rachel Dawes (Maggie Gyllenhaal), amica di infanzia di Bruce Wayne a conoscenza della sua doppia identità ma a causa di essa impossibilitata a fare coppia con lui. La situazione precipita quando Joker chiede pubblicamente a Batman di uscire allo scoperto e rivelare pubblicamente la sua identità. Finché l’uomo pipistrello non si paleserà, il pazzo criminale ucciderà una persona al giorno. Ha così inizio un lungo e durissimo duello che avrà conseguenze pesanti su Gotham City e sui protagonisti della storia.

The Dark Knight - quello che non ti uccide ti rende più strano
“Ti sembro davvero il tipo da fare piani? Lo sai cosa sono? Sono un cane che insegue le macchine. Non saprei che farmene se le prendessi! Ecco io… agisco e basta. La mafia ha dei piani. La polizia ha dei piani. Gordon ha dei piani. Loro sono degli opportunisti. Opportunisti che cercano di controllare i loro piccoli mondi. Io non sono un opportunista. Io cerco di dimostrare agli opportunisti quanto siano patetici i loro tentativi di controllare le cose.”

Spesso riusciamo a comprendere il valore assoluto di una pellicola solo dopo che essa ha superato l’ostacolo più duro, ovvero quello del tempo, come accade per i migliori vini. Tante volte ci troviamo a rivedere a distanza di anni pellicole che avevano riscosso lodi sperticate e pressoché unanimi, comprese le nostre, per accorgerci che invece eravamo di fronte a nulla di più che un discreto ma dimenticabile film. In tante altre occasioni invece tocchiamo con mano la portata e l’anticipo rispetto ai tempi di un film che in sala si era rivelato un clamoroso flop commerciale. Se però, rivedendo a distanza di un considerevole periodo di tempo (8 anni) un film che avevamo amato e che aveva scosso dalle fondamenta il cinema mondiale, ci troviamo a emozionarci ancora di più e a capire che questa pellicola oggi ci racconta il mondo che ci circonda ancora meglio di quanto lo facesse anni fa, possiamo essere sicuri che se non siamo di fronte a un capolavoro destinato a rimanere nella storia della settima arte ci andiamo veramente molto vicini.

Sembra quasi riduttivo parlare de Il cavaliere oscuro come di un cinecomic, ma non vogliamo commettere lo stesso gravissimo errore di chi continua a considerare il cinema (e più in generale la narrativa) di genere come un prodotto di serie B, nonostante maestri della settima arte come John Ford, Sergio Leone, Alfred HitchcockFrancis Ford Coppola, Martin Scorsese e Quentin Tarantino ci abbiano dimostrato la possibilità di calarsi profondamente in un genere creando al tempo stesso capolavori universali e trasversali. Christopher Nolan è riuscito a compiere un’operazione paragonabile a quelle dei sopracitati registi, che solo il tempo saprà mettere nella giusta prospettiva, dando alla luce una pellicola che riesce a essere contemporaneamente cinefumetto, action movie, thriller, noir e gangster movie senza rimanere mai intrappolata in nessuna categoria, ma focalizzandosi invece sull’uomo a 360°, mettendone in luce i pregi e soprattutto i suoi difetti. Il cavaliere oscuro ci trascina nel mondo post 11 settembre, in cui il pericolo più grande non arriva da un nemico che si muove con delle regole e con uno scopo preciso, ma da terroristi che agiscono con il fine di creare il panico e destabilizzare la società, attraverso crimini efferati e barbarie commesse a sangue freddo che ormai purtroppo occupano quotidianamente le pagine di cronaca di tutto il pianeta. A muoversi in una Gotham spettrale e ormai senza speranza, ancora più cupa di quella vista tre anni prima in Batman Begins, sono personaggi tridimensionali e complessi, che vengono costretti a riconsiderare le loro vite e la loro moralità dalle azioni di un criminale sadico e sanguinario, completamente disinteressato sia ai soldi che al potere, ma mosso unicamente dalla voglia di sconvolgere l’ordine prestabilito e di portare al governo l’anarchia più totale, e perciò pressoché imprevedibile e difficilmente aggirabile. Il Joker di Heath Ledger è un villain epico e indimenticabile, che pur compiendo atroci delitti e altre azioni moralmente riprovevoli riesce ad affascinare morbosamente lo spettatore, innalzando la cifra del film a ogni sua comparsa in scena. Colui che è senza ombra di dubbio il nemico più celebre e amato di Batman trova ne Il cavaliere oscuro nuova linfa, rivelandosi un personaggio uguale e contrario a quella dell’uomo pipistrello: una figura misteriosa e inquietante che agisce ai margini della società e al di fuori dei confini della legge, paladino e al tempo stesso burattino, non della giustizia e delle persone per bene, ma del caos e della criminalità organizzata. Batman e Joker, così opposti ma così visceralmente attratti l’uno dall’altro, due facce della stessa moneta che trovano un terzo incomodo nel personaggio di Harvey Dent. Il nuovo procuratore distrettuale di Gotham City è conosciuto proprio come Due Facce nell’universo dell’uomo pipistrello ed è molto legato proprio a una moneta, a cui affida alcune delle decisioni più importanti della sua vita e che sintetizza perfettamente sia il concetto di caso sia quello della duplicità, fondamentali per il personaggio. Harvey Dent è un uomo che crede fermamente nella legge, che usa in maniera fin troppo fiscale per eliminare senza particolare tatto tutto ciò che si frappone alla sua visione di una Gotham finalmente ripulita dal crimine. Il volto pulito della giustizia, quell’eroe che potrebbe essere il simbolo della rinascita, ma che sembra fin troppo cinico e ossessionato dalla voglia di arrivare per poter essere sulla stessa lunghezza d’onda di Batman e soprattutto di Bruce Wayne, come lui attratto da Rachel, ma disposto al contrario ad annullare completamente la sua vita e a sporcarsi le mani in nome di un ideale di pace e serenità. Una figura decisamente affascinante invece per Joker, che portando Dent dalla propria parte potrebbe invece raggiungere il duplice scopo di annullare anche l’ultimo barlume di speranza per Gotham e di dimostrare una volta di più la potenza del caos e della follia, anche nei confronti del simbolo della legalità e dell’incorruttibilità.

Gli incontri e gli scontri fra Batman, Joker e Harvey Dent elevano la pellicola a livelli di introspezione psicologica mai toccati prima in un cinecomic, accompagnati dalla parabola del personaggio di James Gordon, sempre più centrale all’interno del racconto, puro e romantico, ma anche lui costretto a fare i conti con una realtà fatta di bugie e sotterfugi per salvaguardare un bene superiore. Sotterfugi, bugie e compromessi che dovranno affrontare anche i principali aiutanti di Batman, ovvero Alfred e Lucius, che contribuiscono così a dipingere un quadro in cui non ci sono i buoni e non c’è il biancoEsistono solo il nero e varie sfumature di grigio, attraversate da personaggi impuri e imperfetti, coinvolti in una situazione tragica e complessa in cui nessuno vince davvero, se non l’anarchia e il caos imposti dal Joker.

Il cavaliere oscuro spaventa, intrattiene, affascina e fa riflettere per tutti i 152 minuti della sua durata con un’efficacia disarmante, che fa chiudere un occhio anche su alcune piccole imperfezioni in fase di sceneggiatura. Volendo cercare per forza il pelo nell’uovo infatti, alcuni passaggi risultano leggermente forzati, dal rientro in scena in pompa magna di personaggi dati per persi alla facilità con cui il Joker riesce a tenere in scacco un’intera città, arrivando a un finale eccessivamente dilatato nei tempi, ma questi dettagli non intaccano minimamente la resa di una pellicola che funziona in ogni sua componente e in cui ogni personaggio trova il giusto spazio. Per quanto riguarda le prove degli attori, davvero difficile fare di meglio e dire di più di quanto già detto, ma è doveroso sottolineare come la superba interpretazione di Heath Ledger (premiato con l’Oscar postumo al migliore attore non protagonista), anche se dominante all’interno del film, non oscuri minimamente quella degli altri interpreti, che riescono a sfruttare il fascino del suo personaggio e ad affiancarlo integrandosi impeccabilmente nel racconto. Completano l’opera le ottime musiche di Hans Zimmer e la solita magistrale tecnica di Christopher Nolan, perfetto sia nelle numerose scene d’azione che in quelle più compassate e autore del dipinto di una Gotham sempre più lugubre e oscura, che diventa un vero e proprio personaggio aggiuntivo del film.

The dark knight - O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo
“O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.”

Con Il cavaliere oscuroChristopher Nolan sposta ancora più in alto l’asticella dei cinecomic già sollevata con Batman Begins, realizzando un film che riesce ad accontentare sia gli appassionati d’azione ed effetti speciali sia quelli del realismo e dell’approfondimento dei personaggi, raggiungendo un’alchimia davvero difficile da replicare. Ci troviamo ad osservare a bocca aperta e occhi sbarrati un uomo travestito da pipistrello e uno mascherato da pagliaccio che parlano del mondo e del senso dell’esistenza, senza mai diventare assurdi o grotteschi. Il cinema di Christopher Nolan si dimostra così ancora una volta bigger than life, concreto dentro il romanzesco, vero all’interno della bugia. Come dice Batman in una delle scene cardine del film, A volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata. E anche questa volta, Nolan la nostra fiducia l’ha ripagata.

Curiosità

Per approfondire e studiare nei dettagli la psicologia del proprio personaggio, Heath Ledger ha trascorso sei settimane chiuse in una camera d’albergo, sviluppando tic, postura, modo di parlare del Joker. Fra le principali fonti di ispirazione ha citato il rocker Sid Vicious e Alex DeLarge, il protagonista di Arancia Meccanica.

In una scena il Joker fa uscire una lama da una sua scarpa, come fa il personaggio di Rosa Klebb in A 007, dalla Russia con amore. Christopher Nolan è un grande appassionato della saga di James Bond.

Sam Mendes ha dichiarato che The Dark Knight è stato la principale fonte d’ispirazione per il suo Skyfall.

Heath Ledger disegnò personalmente il trucco da mettere sul viso del Joker, che veniva poi replicato giornalmente dai truccatori. L’attore australiano ha anche diretto personalmente (sotto supervisione dello stesso Nolan) i due video che il Joker manda alla TV per rendere note le sue volontà.

Christopher Nolan ha dichiarato che la sua principale fonte di ispirazione per The Dark Knight è stata la pellicola di Michael Mann Heat – La sfida.

Per la sequenza del confronto fra Batman e Joker in cella, Heath Ledger ha chiesto a Christian Bale di colpirlo più forte che poteva, in modo da entrare meglio nello stato d’animo richiesto dalla scena.

Nell’ufficio di Harvey Dent è visibile una scatola con sopra inciso il nome Keyser Söze, iconico personaggio de I soliti sospetti.

Alla richiesta del perché della scelta di Heath Ledger per il ruolo del Joker, Christopher Nolan ha replicato con un semplice ma esplicativo “Perché lui non ha paura.”.

 Nei loro faccia a faccia nel corso del film, Batman e Joker non si chiamano mai per nome.

The Dark Knight è parodiato nel finale del nono episodio della quarta stagione di How I Met Your Mother, intitolato The Naked Man.

In italiano il Joker interpretato da Jack Nicholson in Batman di Tim Burton fu doppiato da Giancarlo Giannini. Il Joker interpretato da Heath Ledger in The Dark Knight è stato invece doppiato dal figlio, Adriano Giannini.

Il personaggio del Joker è ispirato a quello di Gwynplaine in L’uomo che ride, film muto del 1928.

La scena in cui il Joker applaude mentre si trova in cella è frutto di un’improvvisazione di Heath Ledger.

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