Saving Christmas (2014)

Saving ChristmasTitolo originale: Saving Christmas
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita: 2014
Durata: 79′
Regia: Darren Doane
Sceneggiatura: Darren Doane, Cheston Hervey
Musiche: Brian Popkin
Interpreti: Kirk Cameron, Darren Doane, Bridgette Cameron, David Shannon, Raphi Henly, Ben Kientz
Saving Christmas (2014) on IMDb

Saving Christmas“Forse abbiamo bisogno di un parere esterno, una voce, qualcuno che ci può ricordare il vero significato del Natale. Perché forse da qualche parte lungo il cammino abbiamo perso di vista la vera storia.”

Spesso durante le festività natalizie, fra un cotechino e una fetta di pandoro, capita di finire in un discorso più o meno serio sullo spirito del Natale, e di come esso si stia progressivamente affievolendo nel corso degli anni. Si confrontano così posizioni diametralmente opposte, fra chi crede che si dovrebbe fare qualcosa per mantenere vive le tradizioni, chi crede che questo sia un cambiamento inevitabile, chi invece è felice di questo processo e chi invece semplicemente lo smentisce tirando in ballo il cambiamento di età e quindi di prospettiva verso il Natale. A volte si arriva anche a un confronto duro e aspro, che per poco (in pieno spirito natalizio) non degenera in una vera e propria lite, poi però generalmente la polemica si sgonfia, le divergenze si appianano e si torna a gozzovigliare come se nulla fosse accaduto.

Ora però facciamo un salto indietro nel tempo di circa 30 anni, finendo in quegli indimenticabili anni ’80 che hanno sicuramente influenzato il gusto artistico e cinefilo di molti che stanno leggendo. Una delle serie in cui chiunque si è imbattuto per almeno una volta nel corso di quegli anni è Genitori in blue jeans, una sitcom familiare molto divertente che vide nel cast anche un giovanissimo Leonardo DiCaprio. Uno dei personaggi più riusciti e apprezzati di questa serie era certamente Mike, un ragazzo che con la sua aria scanzonata e cazzeggiatrice finiva sempre per combinare pasticci e creare situazioni comiche all’interno della serie. Mike era interpretato da Kirk Cameron, un brillante giovane attore che fece strage di cuori fra le ragazzine all’epoca e che sembrava avviato verso una carriera spumeggiante, ma che poi finì per perdersi fra squallidi film per la tv e serie televisive di quart’ordine. In questi anni difficili, il buon Kirk ha trovato conforto nella fede, diventando un fervente battista e macchiandosi di colpe più o meno gravi come sostenere il partito repubblicano, combattere l’ateismo e diffondere nelle scuole delle copie da lui modificate in chiave creazionista dell’opera di Charles Darwin L’origine della specie.

Questi due antefatti apparentemente scollegati fra loro sono l’incipit necessario per comprendere pienamente Saving Christmas, un film che durante la visione mi ha fatto sorgere più volte la domanda “Ma sta succedendo veramente o mi stanno prendendo per il culo?”. Kirk Cameron infatti non si è fermato alla discussione coi parenti sul Natale di cui parlavamo prima, ma ha deciso di costruirci sopra un intero film (che nonostante sia scritto e diretto da Darren Doane è noto anche come Kirk Cameron’s Saving Christmas), con lo scopo di rivendicare la correlazione fra questa festa e la nascita di Gesù e con il risultato finale di distruggere definitivamente i bei ricordi che avevamo di lui. Per fare ciò, il buon Kirk ha piegato al suo volere la storia, la scienza, la logica di base e soprattutto ha creato 79 minuti di assoluto tedio, capaci di sfibrare anche la volontà dei cardinali riuniti in conclave. Ma andiamo con ordine, ed entriamo nello spirito giusto per la recensione con un’opportuna sigla.

Saving Christmas

Saving Christmas parte subito fortissimo con Kirk Cameron che, prima di rompere qualcos’altro, rompe la quarta parete con un patetico monologo di 4 minuti in cui, seduto davanti all’albero e al caminetto acceso, ci sputa addosso tutto il suo amore per il Natale, per i regali, per la cioccolata calda (!) e la sua sincera preoccupazione per la negatività di alcune persone verso questa tradizionale festa. Dopo questa delirante introduzione, il film comincia, e sono subito dolori, perché è immediatamente chiaro a chiunque che la trama è solo un mero pretesto per portare acqua al mulino di Kirk Cameron e per cercare di dare a una credibilità storica al Natale. Questo però avviene con discorsi e argomentazioni talmente puerili e campate per aria che non è uno scandalo dire che Saving Christmas possa creare più danni al cristianesimo di quanto siano in grado di fare pellicole come Il caso Spotlight, Philomena o Jesus Camp.

Dopo degli inguardabili titoli di testa a tema natività, assistiamo alla ricostruzione dei festeggiamenti di Natale in casa Cameron, fra pacchi, luci, vestiti rossi e uno spropositato numero di invitati (sono almeno 50), di tutte le etnie e le età. Qui avviene però il fattaccio: Kirk apprende dalla sorella, la reale sorella Bridgette Cameron, che suo cognato Christian White (da notare la scelta del nome) quest’anno non vuole partecipare ai festeggiamenti perchè “non sente lo spirito del Natale”. Il cognato (interpretato dal regista e sceneggiatore Darren Doane) viene inoltre pateticamente dipinto come un misto fra una persona depressa e un serial killer, mentre la voce dello stesso Kirk Cameron sproloquia sulla pericolosità di questo atteggiamento. A questo punto Kirk raggiunge Christian sulla sua auto parcheggiata davanti a casa e comincia un dialogo di 40 minuti con lui sul senso del Natale, della religione e dell’esistenza. Non voglio anticiparvi troppo sul contenuto di questo lungo e sfibrante discorso, ma sappiate che a due dei legittimi dubbi del cognato, cioè l’assenza dell’albero di Natale nella Bibbia e la reale nascita di Gesù avvenuta in un mese diverso da dicembre, Kirk risponde rispettivamente che la scelta è corretta in quanto la Bibbia è piena di alberi creati da Dio fin dalla Genesi (l’albero della conoscenza del Bene e del Male) e che è giusto festeggiare il Natale a dicembre perchè in quel momento il mondo sembra addormentato e sul punto di morire, e questa festa arriva a risvegliarlo.

Dopo rievocazioni religiose, spiegazioni raffazzonate e frasi aberranti di Kirk Cameron, il cognato Christian ritrova lo spirito del Natale e rientra in casa buttandosi in scivolata di faccia verso l’albero, giusto per farci assistere a un’inqualificabile scena in cui Kirk, ormai in pieno delirio mistico, fa un parallelo fra le sagome dei pacchi sotto l’albero e la sklyline di un’ipotetica nuova Gerusalemme fondata da Dio in persona. Proprio quando il peggio sembra finito, si sprofonda ancora più in basso con l’esecuzione di un brano hip-hop a tema natalizio con tanto di ballo di gruppo, che sancisce definitivamente lo sprofondamento di Saving Christmas nell’abisso delle produzioni cinematografiche più bieche e insensate di sempre.

Saving Christmas

Anche senza considerare i clamorosi limiti della sceneggiatura, Saving Christmas è deficitario da tutti gli altri punti di vista: tolto Kirk Cameron, il livello degli attori è al livello di quello di una recita parrocchiale (giusto per rimanere in tema), e il protagonista riesce nell’impresa di essere detestabile anche dai più credenti, a causa della spocchia e dell’altezzosità con cui si propone per tutta la durata del film. La regia è a tratti imbarazzante, soprattutto nei lunghi flashback sulla natività e sull’origine del Natale, sempre confusi e senza il minimo ritmo.

Spiace che un’operazione del genere si sia clamorosamente rivelata un successo dal punto di vista commerciale, con quasi 3 milioni di dollari incassati a fronte di un budget di 500.000. Grandi soddisfazioni sono però arrivate dal punto di vista della critica, che ha dato vita a una storia decisamente più interessante di quella del film. Sull’aggregatore di recensioni Rotten TomatoesSaving Christmas ha giustamente ottenuto un rating dello 0%, condito da battute e commenti di scherno di utenti del sito e addetti ai lavori. Questo non è però bastato a placare l’arroganza di Kirk Cameron, che dalla sua pagina Facebook ha invitato tutti i sostenitori del Natale a votare positivamente il film per supportarlo. Il risultato è stato eccezionale: i voti e i commenti negativi su Saving Christmas si sono moltiplicati, facendo certamente pubblicità involontaria alla pellicola, ma trascinandola anche nell’abisso delle peggiori produzioni cinematografiche di sempre. Nel momento in cui scrivo, il film è accreditato del prestigioso secondo posto nella classifica dei 100 film peggiori di sempre secondo gli utenti di IMDb, con un’autorevole media dell’1.6. Ormai in preda alla collera, Cameron ha sentenziato che i voti bassi sono dovuti a una campagna contro il film da parte degli atei. La ciliegina sulla torta è poi arrivata grazie ai mitici Razzie Awards, che hanno premiato Saving Christmas come peggior film, peggior attore (Kirk Cameron), peggiore sceneggiatura e peggiore combinazione su schermo, ovvero la coppia composta dallo stesso Cameron e dal suo ego.

Saving Christmas

Saving Christmas non è ancora uscito in Italia, per cui le possibilità di vederlo sono affidate al DVD acquistabile sul sito ufficiale o a mezzi di fortuna. Il film è una visione necessaria sia per gli amanti dei filmbrutti, che verranno messi alla prova da un’opera indecente sotto tutti i punti di vista, sia per tutti gli altri, che avranno modo di constatare a cosa possono portare arroganza, presunzione e fanatismo uniti alla disponibilità economica necessaria a produrre una pellicola.

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