Children of Men – I figli degli uomini (2006)

I figli degli uomini

Titolo originaleChildren of Men
Paese di Produzione: Regno UnitoUSA
Anno di uscita: 2006
Durata109′
RegiaAlfonso Cuarón
SceneggiaturaAlfonso CuarónDavid ArataTimothy J. Sexton
MusicheJohn Tavener
InterpretiClive Owen, Julianne Moore, Michael CaineClaire-Hope AshiteyChiwetel EjioforPam FerrisCharlie HunnamPeter MullanDanny Huston
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I figli degli uomini 2
“Quando i rumori nei parchi gioco svanirono, arrivò la disperazione. Molto strano quello che succede in un mondo senza voci di bambini.”

In un genere come quello della fantascienza distopica, in cui spesso si bollano film come non riusciti con giudizi semplicistici e superficiali come “non dice niente di nuovo”, Alfonso Cuarón nel 2006 ha dimostrato che anche partendo da uno spunto non inedito si può creare qualcosa di originale e valido, ricco di spunti di riflessione tutt’altro che banali.

Children of Men ha guadagnato tre nomination agli Oscar per sceneggiatura non originale, montaggio e fotografia e vede la presenza nel cast di attori di altissimo profilo come Clive Owen, Julianne Moore e Michael Caine.
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Brazil (1985)

Brazil

Titolo originale: Brazil
Paese di ProduzioneGran Bretagna
Anno di uscita1985
Durata: 132′
RegiaTerry Gilliam
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Tom Stoppard, Charles McKeown
Musiche: Michael Kamen, Kate Bush, Ray Cooper
InterpretiJonathan Pryce, Kim Greist, Robert De Niro, Michael Palin, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins
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In una società distopica, irreggimentata da un governo totalitario e schiacciata dalla burocrazia ha luogo la splendida parabola di Sam Lowry, impiegato represso dal lavoro e dalla invadente madre, che sogna continuamente di abbandonare la sua grigia e noiosa realtà per viaggiare nel mondo della sua fantasia, in cui è un eroe alato che salva una bellissima donna da un terribile mostro e vive con lei una travolgente storia d’amore.
Brazil è il capolavoro di Terry Gilliam, la pellicola in cui il suo talento visionario raggiunge l’apice, immergendo lo spettatore in un mondo freddo e spietato molto somigliante a quello descritto decenni prima da Orwell in 1984.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film
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