Ma io non sono – But I Am Not

Ma io non sonoMa io non sono… 
ciò che voi vedete di me

Ma io non sono – But I Am Not è un film italiano attualmente in preparazione, scritto, diretto e prodotto da Luigi Alberton e dalla sua casa di produzione indipendente Iride Film; il produttore esecutivo è Simone Bachini, vincitore di un David di Donatello 2010 per il suo lavoro nello straordinario L’uomo che verrà, diretto da Giorgio Diritti.
Ma io non sono – But I Am Not si svolgerà nel piano temporale dei giorni nostri, in quello del primo Novecento e durante la Prima Guerra mondiale, di cui si racconterà un episodio troppo spesso dimenticato, ovvero la temporanea conquista del Sass de Stria da parte di una pattuglia italiana guidata dal sottotenente Mario Fusetti il 17 e 18 Ottobre del 1915.
Qui sotto il teaser trailer del film, che è stato premiato per la categoria trailer agli International Independent Film Awards dell’inverno 2015.

Youtube Ma io non sono

 

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Fino a qui tutto bene (2014)

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Titolo originaleFino a qui tutto bene
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita2014
Durata80′
RegiaRoan Johnson
SceneggiaturaRoan Johnson, Ottavia Madeddu
MusicheGatti Mézzi, Zen Circus
Interpreti: Alessio Vassallo, Silvia D’Amico, Paolo CioniGuglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini, Isabella RagoneseMarco Teti
Fino a qui tutto bene (2014) on IMDb

 

 

Fino a qui tutto bene 2“Cosa si fa? Ci si arrende?”

In un panorama spesso avvilente e desolante come quello della commedia italiana moderna, Fino a qui tutto bene rappresenta una boccata d’aria fresca e un chiaro segnale a tutta l’industria cinematografica nostrana: i nuovi talenti e le idee ci sono, ma bisogna avere il coraggio di crederci e investire su di loro.
Visto che la possibilità di investire sui giovani in questo paese al momento è solo un’utopia, il regista Roan Johnson, al suo secondo lungometraggio dopo I primi della lista, ha avuto un’idea tanto semplice quanto coraggiosa e per certi versi incosciente: il cast e la troupe del film non sono stati pagati, ma hanno ricevuto una quota degli incassi; se il film andrà bene ognuno di loro riceverà una somma proporzionale al successo al botteghino, altrimenti avranno lavorato gratis o quasi.

Un incredulo Roan Johnson (come riportato nei titoli di testa) ha potuto così realizzare un’opera che ha nella leggerezza e nella mancanza di certezze due delle sue tematiche principali, un racconto semplice ma a tratti poetico sugli ultimi giorni insieme di cinque universitari, che dopo avere vissuto gli anni felici e spensierati da studenti fuori sede si affacciano con grandi incertezze in un mondo del lavoro devastato dalla crisi economica e dai difetti strutturali di questo paese.
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