Per amor vostro (2015)

Per amor vostro

Titolo originalePer amor vostro
Paese di Produzione: Italia, Francia
Anno di uscita: 2015
Durata: 110′
Regia: Giuseppe M. Gaudino
Sceneggiatura: Giuseppe M. Gaudino, Isabella Sandri, Lina Sarti
Musiche: Epsilon Indi
Interpreti: Valeria Golino, Adriano Giannini, Massimiliano Gallo, Elisabetta Mirra, Edoardo Crò, Daria D’Isanto, Salvatore Cantalupo, Rosaria Di Ciocco
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Per amor vostro 3“Amore è una parola che non sento quasi più.”

Per amor vostro è il quarto e ultimo film italiano presentato in concorso a Venezia72, che vede il ritorno alla regia di una pellicola di finzione da parte di Giuseppe Gaudino dopo 18 anni dal precedente Giro di lune tra terra e mare e la presenza nel cast di importanti attori nostrani come Valeria Golino, Adriano Giannini e Massimiliano Gallo. Diciamo fin da subito che, pur con una lodevole intenzione di sperimentare e portare qualcosa di nuovo al cinema italiano, il film delude le aspettative, vittima di una regia fatta di estremi e di una storia che alla lunga si avvolge su sé stessa e su pochi concetti degni di nota.
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8½ (1963)

8½ - Nuovo Cinema Lebowski 7Titolo originale:
Paese di Produzione: Italia, Francia
Anno di uscita: 1963
Durata: 140′
Regia: Federico Fellini
Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Brunello Rondi, Tullio Pinelli,
Musiche: Nino Rota,  Léo Ferré
Interpreti: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk Aimée, Rossella Falk, Guido Alberti, Jean Rougeul, Barbara Steele, Nadine Sanders, Mino Doro, Madeleine LeBeau, Caterina Boratto, Giuditta Rissone, Eddra Gale
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8½ - Nuovo Cinema Lebowski 3
“Mi sembrava di avere le idee così chiare. Volevo fare un film onesto, senza bugie di nessun genere. Mi pareva di avere qualcosa di così semplice, così semplice da dire, un film che potesse essere utile un po’ a tutti, che aiutasse a seppellire per sempre tutto quello che di morto ci portiamo dentro. E invece io sono il primo a non avere il coraggio di seppellire proprio niente. Adesso ho la testa piena di confusione, questa torre tra i piedi. Chissà perché le cose sono andate così. A che punto avrò sbagliato strada? Non ho proprio niente da dire, ma lo voglio dire lo stesso.”

Nei primi anni ’60 Federico Fellini è già un regista all’apice della fama sia in Italia che all’estero, e ha tutto il mondo del cinema ai suoi piedi per aver sfornato capolavori come La dolce vita e La strada. Dopo aver girato l’episodio Le tentazioni del dottor Antonio di Boccaccio ’70, la sua filmografia consiste di sei film veri e propri più tre “mezzi”, ovvero girati in compagnia di altri registi, ed è qui che la sua vena artistica improvvisamente si arena. Ha una vaga idea di girare un film su un uomo di mezz’età che immerso nella natura riflette sull’esistenza e sui suoi ricordi, ma non riesce a compattare questo insieme di spunti e sensazioni in una sceneggiatura precisa e concreta.
Comincia comunque a imbastire la sua nuova pellicola (che intitola provvisoriamente , come la quota che raggiungerebbe la sua filmografia) e recluta anche parte del cast, fra cui il suo attore feticcio Marcello Mastroianni, ma proprio quando si avvicina la data di inizio delle riprese sorge un enorme problema: l’idea che Fellini aveva in testa è sparita, volatilizzata. Il film che il regista aveva in mente non c’è più, l’ha dimenticato. Il regista romagnolo si prepara a comunicare l’annullamento del progetto al produttore Angelo Rizzoli, quando improvvisamente viene chiamato da un macchinista di Cinecittà, che invita Fellini a unirsi ai festeggiamenti per il compleanno di un collega. Seduto su una panchina in mezzo a una festa sincera e piena di umanità, deluso per l’imminente cancellazione del suo film numero otto e mezzo, Federico Fellini ha un’idea geniale che segnerà indelebilmente la storia del cinema mondiale: il suo film parlerà proprio di un regista che non sa che film fare, e al suo interno farà confluire ricordi della sua infanzia, i suoi pensieri e il suo stesso modo di essere, con un’operazione di sovrapposizione fra cinema e realtà che ancora oggi non ha eguali all’interno della storia della Settima Arte.
 è considerato un capolavoro assoluto da cinefili e critici di tutto il mondo, ha ispirato alcuni dei più grandi registi di sempre (fra gli altri Terry Gilliam, David Lynch, Woody Allen, Oliver Stone, Martin Scorsese, Quentin Tarantino) e ha immediatamente ricevuto apprezzamenti dai suoi contemporanei, come Luis BuñuelFrançois TruffautIngmar Bergman (curiosamente l’inizio e la conclusione di  ricordano scene analoghe di due dei più celebri film del maestro svedese, ovvero i precedenti Il posto delle fragole e Il settimo sigillo) e l’altro orgoglio italiano Dino Buzzati, che ha coniato la definizione più calzante, anche se poco aulica, di questa magnifica opera, ovvero “La masturbazione di un genio”.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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The Fisher King – La leggenda del re pescatore (1991)

La leggenda del re pescatoreTitolo originaleThe Fisher King
Paese di Produzione: USA
Anno di uscita1991
Durata137′
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura: Richard LaGravenese
Musiche: George Fenton
Interpreti: Robin Williams, Jeff Bridges, Amanda Plummer, Mercedes Ruehl, David Hyde Pierce, Michael Jeter
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La leggenda del re pescatore“Pensare è molto importante. Ci distingue dalle lenticchie e da quelli che leggono libri come La Canzone dell’Amore.”

La leggenda del re pescatore è un film del 1991 diretto da Terry Gilliam col suo consueto tocco visionario. Alla formidabile coppia d’attori protagonisti, composta da Robin Williams e Jeff Bridges, si affiancano due altrettanto valide interpreti femminili, Amanda Plummer e soprattutto Mercedes Ruehl, quest’ultima vincitrice di diversi riconoscimenti per la sua prova nel film, fra cui Golden Globe e Oscar per la migliore attrice non protagonista.
La leggenda del re pescatore è una delle vette della carriera di Terry Gilliam, una pellicola poetica e a tratti malinconica, dominata dall’estro e dalla bravura di Robin Williams, del quale sentiamo sempre più la mancanza e l’incolmabile vuoto che ha lasciato nel mondo del cinema.
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Altered States – Stati di allucinazione (1980)

Stati di allucinazione

Titolo originaleAltered States
Paese di ProduzioneUSA
Anno di uscita1980
Durata102′
RegiaKen Russell
SceneggiaturaPaddy Chayefsky
MusicheJohn Corigliano
InterpretiWilliam Hurt, Charles Haid, Blair Brown, Bob Balaban, Thaao Penghlis, Drew Barrymore
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Stati di allucinazione“L’unica verità assoluta è che non esiste una verità assoluta.”

Altered States è un film del 1980 diretto da Ken Russell, regista di altre opere controverse come I Diavoli o pionieristiche come Tommy, la pellicola basata sull’omonimo album degli Who.
Stati di allucinazione è una pellicola altamente lisergica e visionaria, ispirata all’omonimo romanzo di Paddy Chayefsky e incentrata sul tema dell’alterazione dello stato di coscienza. Il film ha da sempre diviso l’opinione pubblica per via del suo particolare simbolismo e per le posizioni fortemente antireligiose; è stato citato e parodiato più volte in altre opere, soprattutto in scene riguardanti la vasca di deprivazione sensoriale, che Altered States rese celebre in tutto il mondo.
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