Parenti serpenti (1992)

Parenti Serpenti - Mario MonicelliTitolo originaleParenti serpenti
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1992
Durata105′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Carmine AmorosoMario Monicelli, Piero De Bernardi, Suso Cecchi d’Amico
Musiche: Adelio Cogliati
Interpreti: Alessandro HaberMarina ConfaloneCinzia LeoneTommaso Bianco, Eugenio MasciariMonica ScattiniPia VelsiPaolo PanelliRenato Cecchetto, Eleonora Alberti
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La grande guerra (1959)

La grande guerra - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originaleLa grande guerra
Paese di Produzione: Italia, Francia
Anno di uscita: 1959
Durata: 135′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Luciano Vincenzoni, Age & Scarpelli
Musiche: Nino Rota
Interpreti: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Romolo Valli, Bernard Blier, Folco Lulli, Nicola Arigliano, Vittorio Sanipoli, Ferruccio Amendola, Geronimo Meynier, Mario Valdemarin, Elsa Vazzoler, Tiberio Murgia, Livio Lorenzon
The Great War (1959) on IMDb

La grande guerra - Nuovo Cinema Lebowski 4
«Chi va là?»
«Ma che fai! Aoh, prima spari e poi dici chi va là?»
«È sempre mejo ‘n amico morto che ‘n nemico vivo! Chi siete?»
«Semo l’anima de li mortacci tua!»
«E allora passate!»

In un dopoguerra che aveva già regalato alcune delle pagine più belle del cinema italiano di ogni tempo con il Neorealismo, che aveva saputo descrivere con grande fedeltà la situazione di un paese lacerato dal conflitto bellico appena concluso, come un fulmine a ciel sereno arrivò la notizia che Dino De Laurentiis stava producendo una pellicola sul conflitto precedente, quella Prima guerra mondiale che aveva portato conseguenze altrettanto devastanti per una generazione di giovani uomini mandata a combattere allo sbaraglio, spesso senza adeguati mezzi. Suscitò immediatamente polemiche e scalpore il fatto che la regia di questo racconto su una delle pagine più buie della nostra nazione era stata affidata a uno dei padri fondatori della commedia all’italiana, quel Mario Monicelli che da anni stava facendo sorridere a denti stretti gli italiani, raccontando con grande cinismo e disincanto le miserie e le bassezze del genere umano. Come se non bastasse questa scelta, che faceva già intuire che i toni del film non sarebbero stati accondiscendenti e indulgenti verso lo stile di vita militare e più in generale sugli italiani, Monicelli decise di affidare i ruoli dei due protagonisti a due icone del cinema brillante come Alberto Sordi e Vittorio Gassman, guadagnandosi così la diffidenza da parte della critica, che attese al varco il regista alla prima del film presso la Mostra di Venezia, dedicando a La grande guerra dopo la proiezione per la stampa diverse recensioni fredde se non totalmente negative, che puntavano il dito contro l’eccessivo risalto comico dato a una pagina tanto dolorosa della storia italiana. Come spesso succede, il giudizio del pubblico ribaltò completamente la situazione: al termine della seconda proiezione, accessibile anche dai non addetti ai lavori, il cast del film fu avvolto da un lunghissimo e commosso applauso, che cambiò immediatamente il destino della pellicola. Il carro del vincitore rischiò di ribaltarsi per l’eccesso di gente che cercò di salirci sopra, grazie a improvvisi e repentini cambi di idea giustificati dall’effetto di una seconda visione, mentre la giuria della Mostra, a causa soprattutto della pressione di René Clair (letteralmente estasiato dal film) fu costretta a cambiare in corsa i suoi piani, che prevedevano uno scontato Leone d’oro per Roberto Rossellini e il suo Il generale Della Rovere, che fu costretto invece a dividere il premio con La grande guerra in un salomonico ex aequo.
Il tempo ha dato ulteriormente ragione all’opera di Monicelli, che oggi è considerata all’unanimità un capolavoro assoluto, nonché uno dei film di guerra più realistici e dissacranti mai realizzati, che affascina e stupisce ancora ai giorni nostri per la straordinaria miscela di commedia e dramma nel raccontare l’antieroismo di due uomini comuni, che cercano disperatamente di evitare i pericoli causati da un conflitto in cui non si riconoscono e in cui sono stati trascinati quasi a forza.
Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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Un borghese piccolo piccolo (1977)

Un borghese piccolo piccolo - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Un borghese piccolo piccolo
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1977
Durata: 122′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Sergio Amidei
Musiche: Giancarlo Chiaramello
Interpreti: Alberto Sordi, Vincenzo Crocitti, Shelley Winters, Renzo Carboni, Romolo Valli, Paolo Paoloni, Renato Malavasi, Renato Scarpa, Enrico Beruschi, Francesco D’Adda
An Average Little Man (1977) on IMDb

 

Un borghese piccolo piccolo - Nuovo Cinema Lebowski 5“Tu ormai sei sistemato, noi siamo vecchi: non c’abbiamo altre ambizioni. Tutto quello che vogliamo è morire in pace, con la coscienza a posto.”

Un borghese piccolo piccolo è uno dei capolavori del cinema italiano di ogni epoca e della filmografia di Mario Monicelli, che con questo film torna nel campo a lui congeniale della commedia all’italiana, superandola e chiudendone idealmente il cerchio, anche se lui stesso vi farà ritorno quattro anni più tardi con Amici miei atto IIº, che è considerata l’ultima pellicola di questo filone del cinema italiano.
Sul resto del cast domina la performance memorabile di Alberto Sordi, probabilmente alla migliore interpretazione della sua carriera e sicuramente nella più completa, che attraversa una gamma sconfinata di sfumature e registri, dall’affettuoso padre di famiglia all’uomo accecato dalla rabbia, accompagnando le sue proverbiali qualità comiche con un’eccezionale intensità drammatica.
Il film è basato sull’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami, ha ricevuto premi e apprezzamenti in Italia e nel mondo ed è stato inserito nella prestigiosa lista dei 100 film italiani da salvare.

Nel proseguimento della recensione si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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Amici miei – Atto IIº (1982)

Amici miei Atto II - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: Amici miei – Atto II°
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1982
Durata: 121′
Regia: Mario Monicelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Leonardo Benvenuti,  Piero De Bernardi
Musiche: Carlo Rustichelli
Interpreti: Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Philippe Noiret, Paolo Stoppa, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Tommaso Bianco, Yole Marinelli, Renato Cecchetto, Angela Goodwin, Alessandro Haber
All My Friends Part 2 (1982) on IMDb

 

Amici miei Atto II - Nuovo Cinema Lebowski 2
“O brutta imbecille! E Dio, per far restar vergine una come te affoga tutta Firenze?!”

Amici miei – Atto IIº è una naturale prosecuzione del primo capitolo della serie, che non raggiunge come qualità complessiva ma davanti al quale non sfigura.
La regia è ancora di Mario Monicelli, la cui impronta è ben visibile nell’umorismo ancora più estremo e dissacrante, mentre Renzo Montagnani sostituisce Duilio Del Prete nella parte del Necchi.
Nonostante la dipartita del suo personaggio in Amici Miei, Philippe Noiret torna a interpretare il Perozzi in una serie di flashback; insieme a lui vengono confermati diversi membri del cast del primo film, affiancati da alcuni nuovi ingressi fra cui meritano una citazione Paolo Stoppa, Alessandro Haber e Renato Cecchetto, in ruoli piccoli ma fondamentali per la riuscita del film.

Nel proseguimento della recensione, in particolare nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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Amici miei (1975)

amici miei

Titolo originaleAmici miei
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1975
Durata140′
RegiaMario Monicelli
SceneggiaturaPietro Germi, Piero De Bernardi, Leonardo Benvenuti, Tullio Pinelli
MusicheCarlo Rustichelli
InterpretiUgo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret, Duilio Del Prete
My Friends (1975) on IMDb

 

 

 

Amici Miei
“Io restai a chiedermi se l’imbecille ero io, che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui che la pigliava come una condanna ai lavori forzati, o se lo eravamo tutti e due.”

In un’epoca in cui il prestigio del cinema italiano era tenuto in alto da grandi uomini e in cui il rispetto era ancora uno dei valori su cui basare le proprie decisioni umane e artistiche, Mario Monicelli girò questa commedia malinconica, preoccupandosi di aprire la pellicola specificando che il film apparteneva al suo grande amico e mentore Pietro Germi, scomparso pochi giorni prima dell’inizio delle riprese.
Amici miei è un inno alla libertà, alla leggerezza e all’amicizia, interpretato da cinque colonne portanti del cinema italiano e internazionale come Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete e Adolfo Celi.
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