Un jeans e una maglietta (1983)

Un jeans e una magliettaTitolo originaleUn jeans e una maglietta
Paese di Produzione: Italia
Anno di uscita: 1983
Durata: 81′
Regia: Mariano Laurenti
Sceneggiatura: Francesco Calabrese, Mariano Laurenti, Piero Regnoli
Musiche: Nino D’Angelo
Interpreti: Nino D’Angelo, Roberta Olivieri, Enzo Cannavale, Bombolo, Sebastiano Somma, Gabriele Villa
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Un jeans e una maglietta 4“Sono il gelataio più felice del mondo”

All’inizio degli anni ’80, in piena esplosione della musica elettronica, Nino D’Angelo improvvisamente ferma il tempo, riporta le lancette dell’orologio indietro di 15 anni e ci fa ripiombare nell’era dei musicarelli, appropriandosi del revival del genere sfornando una decina di film in pochi anni, fra cui spicca proprio Un jeans e una maglietta, nato sulla scia di uno dei  più grandi successi della carriera del cantante napoletano.

Un jeans e una maglietta è un filmbrutto non eccessivamente punitivo, che ripagherà della visione anche i non appassionati di musica napoletana e di storie d’amore, regalando qualche notevole chicca trash e alcuni buoni spunti comici affidati ai grandi caratteristi Bombolo ed Enzo Cannavale.
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Jolly Blu (1998)

jolly blu

Titolo originaleJolly Blu
Paese di ProduzioneItalia
Anno di uscita1998
Durata90′
RegiaStefano Salvati
SceneggiaturaRiccardo Cassini
Musiche883
InterpretiMax Pezzali, Alessia Merz, Francesco Casale, Dario Cassini, Sara D’Amario, Kimberly Greene, Jovanotti, Saturnino, Natalia Estrada, Sabrina Salerno, Federico Marras
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Jolly blu
“Cavolo, ci ho scopato una volta e ogni volta che mi vede fa così! Ci avrò scopato una volta, forse due… ma sei geloso? Ma scusa, io e te siamo amici, no?”

Con 30 anni di ritardo sui vecchi musicarelli, Max Pezzali si rende protagonista di questo inaccettabile lungometraggio, prodotto dal fido Claudio Cecchetto, portando su schermo un lungo videoclip delle sue canzoni migliori, inframezzato da quella che dovrebbe essere una trama, ma che è più corretto definire come una serie di sketch che collegano alla meno peggio una canzone e quella successiva.

Premetto che in questa recensione sarò largamente più bonario del dovuto.
Le canzoni di Max Pezzali sono state la colonna sonora della mia infanzia e della mia adolescenza, aspetto che mi porta a giudicare le sue malefatte con la stessa indulgenza che avrebbe Paolo Brosio nei confronti di qualche marachella giovanile di Papa Francesco.
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