The Spy Who Loved Me – La spia che mi amava (1977)

The Spy Who Loved Me - Nuovo Cinema LebowskiTitolo originale: The Spy Who Loved Me
Paese di Produzione: Gran Bretagna, USA
Anno di uscita: 1977
Durata: 125′
Regia: Lewis Gilbert
Sceneggiatura: Richard Maibaum, Christopher Wood
Musiche: Marvin Hamlisch
Interpreti: Roger Moore, Barbara Bach, Richard Kiel, Curd Jürgens, Olga Bisera, Bernard Lee, Desmond Llewelyn, Lois Maxwell, Milton Reid, Eva Rueber-Staier, Geoffrey Keen, Caroline Munro
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The Spy Who Loved Me - Nuovo Cinema Lebowski 2 «Bond, che sta facendo?»
«Cerco di tenere su la bandiera inglese!»

The Spy Who Loved Me è il decimo film della serie ufficiale di James Bond, che vede il ritorno alla regia di Lewis Gilbert dopo You Only Live Twice e la conferma di Roger Moore, alla terza interpretazione nei panni dell’agente 007. I due villain del film sono Curd Jürgens nella parte di Karl Stromberg e Richard Kiel nei panni del celebre Squalo, che comparirà anche nel successivo Moonraker, mentre come Bond girl vengono reclutate Caroline Munro, Olga Bisera e soprattutto la meravigliosa Barbara Bach, fra le donne più belle di tutta la saga, che compensa con la sua straordinaria presenza scenica la sua scarsa espressività.

The Spy Who Loved Me prosegue nella caratterizzazione da parte di Roger Moore di un James Bond sornione e ammiccante, a tratti quasi caricaturale, che funziona a dovere pur facendo storcere il naso ai puristi della serie letteraria e ai nostalgici di Sean Connery, decretando un successo sotto tutti i punti di vista, che riscatta il flop commerciale di The Man with the Golden Gun e si pone come una delle migliori pellicole dell’era di Moore conquistando anche tre nomination all’Oscar per migliore scenografia, migliore colonna sonora e migliore canzone originale.
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Dr. Strangelove – Il dottor Stranamore (1964)

dottor stranamore

Titolo originaleDr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb
Paese di ProduzioneGran Bretagna, USA
Anno di uscita1964
Durata: 93′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick, Peter George, Terry Southern
MusicheLaurie Johnson
InterpretiPeter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Keenan Wynn, Slim Pickens, James Earl Johnson
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Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba è una commedia nera sulle possibili cause e conseguenze di un olocausto nucleare, ambientata durante la guerra fredda.

Rappresenta l’unica escursione in carriera di Stanley Kubrick nella commedia e curiosamente ha una trama molto simile a Fail-Safe, uscito nello stesso anno ma dai toni molto più drammatici e angoscianti.
Il film è impreziosito dalle meravigliose interpretazioni di George C. Scott e soprattutto di Peter Sellers, che recita addirittura in tre ruoli diversi.
È considerato unanimemente come una delle migliori commedie di sempre, nonché una delle più riuscite satire sulla corsa agli armamenti nella guerra fredda e sul destino dell’umanità.
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A Clockwork Orange – Arancia Meccanica (1971)

Arancia meccanica

Titolo originaleA Clockwork Orange
Paese di ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Anno di uscita1971
Durata131′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick
MusicheWalter Carlos
InterpretiMalcolm McDowell, Patrick Magee, Warren Clarke, Michael Tarn, James Marcus, Michael Bates, Adrienne Corri
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arancia meccanica“E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.”

Tre anni dopo aver diretto il suo film più ambizioso e imponente, 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick dirige una delle opere cinematografiche più controverse di sempre, che a distanza di diversi decenni crea ancora forti contrasti fra chi la ritiene una delle più grandi pellicole di sempre e chi lo considera un film immorale o addirittura colpevole di inneggiare alla violenza.

A Clockwork Orange è un film complesso, che, come tutti i capolavori, richiede uno sforzo intellettuale per coglierne il messaggio, che va ben al di là della mera trama.

Stanley Kubrick lo scrisse e diresse basandosi sull’omonimo romanzo di Anthony Burgess, che rispetto al film ha però un tono meno inquietante e un finale edificante che in parte snatura l’essenza del racconto.
Il protagonista assoluto della pellicola, Alex DeLarge, è interpretato da Malcolm McDowell, che Kubrick volle a tutti i costi per il ruolo che segnò indelebilmente la carriera dell’attore britannico.

Il film è dominato dalle musiche di Rossini e Beethoven, insieme alla canzone Singing in the rain di Gene Kelly, che a dispetto dei toni gioiosi e positivi viene utilizzata durante una scena di stupro e violenza.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.

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2001: A Space Odyssey – 2001: Odissea nello spazio (1968)

2001 Odissea nello spazio

Titolo originale2001: A Space Odyssey
Paese di ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Anno di uscita1968
Durata141′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick, Arthur Clarke
MusicheGyörgy Ligeti
InterpretiKeir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Douglas Rain
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2001 Odissea nello spazio
“Siete liberi di speculare sul significato filosofico e allegorico del film.”
Stanley Kubrick

Quando guardai per la prima volta 2001: Odissea nello spazio, ormai vent’anni fa, non lo capii. Troppo distante dai canoni di cinema a cui ero abituato per poterlo comprendere, troppo profondo il livello di pensiero in cui il film si addentra per la mente di un bambino alle prime esperienze cinematografiche.
Il mio comportamento istintivo fu quello che spesso ha il genere umano nei confronti di ciò che è diverso da quello a cui si è abituati e che non si riesce a comprendere: odiai il film e lo denigrai parlandone con altre persone, sbeffeggiandolo per i pochi dialoghi e per alcuni passaggi particolarmente criptici.

Da qualche parte nel mio inconscio però il film aveva già attecchito, scavandosi un angolino nel mio cuore che ancora oggi gli appartiene. Quando riguardai il film qualche anno più tardi, dopo essermi documentato meglio e avendo un’esperienza cinematografica un po’ più approfondita alle spalle, l’odio si trasformò in amore incondizionato, e da allora sento il bisogno quasi fisico di rivedere quest’opera d’arte di Stanley Kubrick almeno una volta l’anno, scoprendo ad ogni visione nuove emozioni e dettagli mai notati prima.

Nel proseguimento della recensione, soprattutto nel finale, si riveleranno parti importanti e significative della trama. Si sconsiglia pertanto la lettura a chi non ha ancora visto il film.
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Barry Lyndon (1975)

Barry Lyndon

Titolo originale: Barry Lyndon
Paese di ProduzioneGran Bretagna, USA
Anno di uscita1975
Durata: 184′
RegiaStanley Kubrick
SceneggiaturaStanley Kubrick
MusicheLeonard Rosenman
InterpretiRyan O’Neal, Marisa Berenson, Gay Hamilton, Marie Kean, Patrick Magee, Leon Vitali, Hardy Kruger, Steven Berkoff
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Barry Lyndon rappresenta una delle vette più alte mai raggiunte da Stanley Kubrick e la migliore fotografia che sia mai stata prodotta nella storia della settima arte, al punto che sarebbe più giusto definirla una serie di quadri in movimento, ottenuta con l’ausilio di lenti create per la NASA ed esclusivamente di luce naturale per le riprese diurne e di candele o lampade a olio per quelle notturne. Una ricostruzione storica curata con un’attenzione per i dettagli quasi maniacale, utilizzata come sfondo per un racconto esistenziale di salite e ricadute, di successi e di disgrazie, di esaltazione e di disperazione.

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